Facebook Messenger ads rappresenta per gli utenti la possibilità di avere un contatto diretto via chat con la pagina o il profilo che ha creato un’inserzione.

Cliccando sull’annuncio viene aperta una finestra con un messaggio dell’azienda a cui la persona può rispondere in due modi:

  • con una delle risposte preimpostate dall’azienda
  • con una risposta libera

Pochi punti per capire meglio i Facebook Messenger ads:

Facilità di contatto

Questo formato di annuncio ha tra le sue caratteristiche principali la facilità di contatto.

Per l’utente, una volta compreso il messaggio pubblicitario, è molto facile interagire per rispondere.

Questa formato, in genere, porta contatti ad un prezzo molto molto basso. Spesso più basso dei Lead ADS.

Ma c’è un aspetto negativo legato alla facilità di utilizzo, ed è la qualità dei contatti generati.

Avremo tante conversazioni su Messenger, ma probabilmente la maggior parte di queste ci porteranno solo persone un po’ curiose, o che volevano solo un’informazione.

Insomma, poche persone veramente disposte a superare gli step per arrivare alla fine del funnel.

Ma se utilizzate correttamente e con una buona pianificazione nella preparazione della campagna e dell’annuncio, arriveranno anche utenti profilati e interessanti al nostro Business.

Questa è la chiave, strategia e pianificazione.

Uso strategico dei Facebook Messenger ads

Una volta instaurato il contatto con l’utente attraverso Facebook Messenger ads, è possibile richiedergli il numero di telefono per raggiungere determinati obiettivi: spostare lì la conversazione, chiudere una vendita o a fissare un appuntamento.

Un’alternativa è fornirgli le informazioni di cui ha bisogno all’interno della chat, provando in seguito a suggerirgli di iscriversi alla newsletter o a visitare il sito web per rimanere sempre aggiornato su novità e promozioni.

In questo modo lo si invita alle fasi successive del funnel di conversione che prosegue tramite email e campagne di remarketing specifiche.

L’arternativa più tech è sicuramente l’utilizzo di Bot automatizzati come ManyChat o ChatFuel, che tramite una serie di domande e risposte automatiche da noi impostate, guidano l’utente fino all’obiettivo finale della campagna.

Ma quando conviene davvero usare Facebook Messenger ads al posto di un normale Link Post che porti l’utente su una Landing Page con un form di contatto?

  • Test di mercato
  • Campagne brevi
  • Entrare in contatto con utenti poco digital

Test di mercato

Il primo scenario consiste nell’usare questo formato come Test.

Preparare una costosa Landing Page e un costoso Funnel, per poi scoprire che quella proposta non funziona, non assolutamente economico, ma soprattutto furbo.

Messenger ads può essere un sistema economico per capire velocemente se esiste interesse per la tua proposta commerciale e quindi una domanda di mercato.

Campagne brevi

É inoltre un sistema da adottare per campagne brevi per portare risultati in poco tempo partendo da zero, quando per esempio non abbiamo ancora a disposizione un sito web, ma vogliamo già iniziare ad acquisire dei contatti e clienti.

Utente poco esperto

Un altro scenario possibile può essere quello di un target di utenza davvero poco digital, che ha poca dimestichezza con il web e può avere difficoltà anche a compilare un modulo di contatto all’interno di una Landing Page.

Messenger agevola molto l’acquisizione di questa tipologia di utenti.

Come creare Facebook Messenger ads

L’obiettivo di campagna Facebook Messenger lo trovi tra gli obiettivi nella fase “Coinvolgimento”.

Facebook Messenger ADS

La campagna è ottimizzata per gli utenti più propensi a contattare le aziende su Messenger, e come per ogni altro tipo di campagna di advertising possiamo impostare la cifra che siamo disposti a pagare per ogni messaggio ricevuto.

Scegli l’obiettivo Messaggi per avviare conversazioni che generino risultati

L’obiettivo Messaggi consente di acquistare inserzioni in Gestione inserzioni o nell’API Ads con lo scopo di generare interazioni su Messenger e favorire le conversazioni su vasta scala. Le aziende di tutte le dimensioni possono usare l’obiettivo pubblicitario Messaggi per interagire in modo più personale con le persone in modo da ottenere contatti, aumentare le vendite e rispondere alle domande.

Tieni presente che gli inserzionisti che operano nell’Area Economica Europea e nel Regno Unito (o che targetizzano queste aree geografiche) non hanno la possibilità di effettuare l’ottimizzazione per conversazioni e contatti nelle inserzioni che rimandano a Messenger con un clic.

Facebook for Business

All’interno dell’inserzione possiamo impostare il testo che apparirà su Messenger all’utente quando cliccherà sull’annuncio, e le domande preimpostate che potrà selezionare per effettuare la sua richiesta.

Per personalizzare questo contenuto, possiamo creare un Modello Personalizzato, personalizzando le domande, ma anche aggiungere una risposta automatica per ogni domanda.

Quando l’utente selezionerà la domanda che intende porre, gli apparirà automaticamente la risposta che noi abbiamo impostato.

Non c’è nessuna invasione della privacy (sia mai dopo il polverone Cambridge Analytica).

I messaggi personalizzati possono essere inviati solo a coloro che hanno interagito con i tuoi annunci e la tua Pagina in precedenza.

Oltre alle FAQ (Frequently Asked Questions), è possibile impostare anche dei pulsanti che indirizzano l’utente a specifiche pagine sul sito web.


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Quali sono gli errori più comuni quando si sponsorizza su Facebook?

Quante volte le performance degli annunci su Facebook non raggiungono il livello desiderato?

É una situazione più comune di quanto si pensi.

Ricordati che anche i più esperti del settore commettono errori nella gestione degli annunci su Facebook, e questo può comprometterne il risultato.

Vediamo in pochi punti come funziona il sistema di annunci su Facebook:

  • Facebook mostra gli annunci agli utenti che hanno una maggiore probabilità di intraprendere l’azione impostata dall’obiettivo.
  • Facebook, o meglio il suo algoritmo, ritiene il contenuto (testo e immagini) di un annuncio molto importante per capire se questo risulta essere rilevante per gli utenti che lo visualizzano. Di conseguenza sceglie se aumentarne le visualizzazioni o meno.
  • Un contenuto fortemente in linea, che esprima empatia e che risulti sensibile nei confronti di determinati argomenti verrà mostrato maggiormente sulla piattaforma, poiché più rilevante per l’algoritmo.

Quali sono gli errori più comuni?

  1. Avere troppa fretta di iniziare
  2. Promuovere contenuti noiosi
  3. Non avere un piano marketing efficace
  4. Non ragionare sul budget a disposizione da destinare alle promozioni
  5. Avere troppo testo all’interno di un annuncio
  6. Evitare di testare più variabili
  7. Non identificare e segmentare il pubblico in modo corretto
  8. Non analizzare i risultati e le statistiche
    • CTR (Click Through Rate). La percentuale tra tutti coloro che visualizzano il tuo annuncio e coloro che ci cliccano sopra.
    • Costo per clic.
    • Valore totale delle conversioni degli acquisti nel sito web. Quanti hanno acquistato nel tuo sito dopo aver visto e cliccato sull’annuncio.
    • Frequenza. Quante volte un utente ha visualizzato il tuo annuncio.
    • Budget. Quanti soldi sono stati destinati alle campagne su Facebook.
    • Costo per risultato. Il costo per ottenere un obiettivo impostato in fase di creazione dell’annuncio.

Quali sono le possibili soluzioni per migliorare gli annunci su Facebook?

Fissare l’obiettivo giusto

L’obiettivo scelto è realmente ciò che definisce il risultato delle campagne di annunci su Facebook, si tratta quindi dell’elemento più importante da tenere in considerazione.

Può sembrare un consiglio scontato, ma capita spesso che gli inserzionisti si confondano su quale sia il reale obiettivo del loro annuncio.

obiettivi annunci su Facebook
Obiettivi degli annunci su Facebook

Come funzionano gli obiettivi delle campagne Facebook

Su Facebook gli annunci vengono mostrati agli utenti che hanno una maggiore probabilità di intraprendere l’azione impostata come obiettivo della campagna, durante la fase di creazione.

Per esempio, se fissiamo come obiettivo la “visualizzazioni del video”, Facebook cercherà di mostrare gli annunci alle persone che di solitamente tendono a guardare molti video.

Questi utenti sono più recettivi rispetto a chi salta, blocca o non è interessato ai contenuti video, quindi l’efficacia per quel tipo di annuncio è strettamente legata a questo aspetto.

Guarda come funzionano gli obiettivi su Facebook

Un errore comune è quello di impostare l’obiettivo Traffico quando in realtà si vogliono ottenere delle Conversioni.

  • Utilizzando l’obiettivo Traffico, Facebook mostrerà gli annunci agli utenti che sono propensi a cliccare più frequentemente sui contenuti pubblicitari.
  • Invece, con l’obiettivo Conversioni, gli annunci verranno mostrati alle persone che molto probabilmente intraprenderanno l’azione suggerita dal contenuto.

L’obiettivo Conversioni si utilizza per richiedere all’utente un’azione, come per esempio acquistare un prodotto, registrarsi ad un evento o altro.

Importanza delle parole

Le immagini sono fondamentali nel determinare il successo di un annuncio pubblicitario, ma è molto importante dare il giusto peso anche alle parole che vengono utilizzate per gli annunci su facebook.

Lalgoritmo di Facebook ritiene decisivo il testo del contenuto per capire se l’annuncio sia rilevante per gli utenti, così da aumentarne le visualizzazioni.

Usare troppo frequente di parole come “tu” e “tuo” penalizza molto la performance dell’annuncio

Un consiglio per scrivere annunci su Facebook

Invece di scrivere “Vuoi scoprire come trovare nuovi clienti per la tua attività?” sarebbe meglio scrivere “Aiutiamo le aziende a trovare nuovi clienti. Clicca qui per saperne di più.

Anche le parole che trattano i seguenti argomenti creano problemi e vanno evitate:

  • identificazione del sesso;
  • età;
  • religione;
  • tendenze politiche;
  • dieta o perdita di peso;
  • denaro;
  • ricchezza;
  • lavoro da casa (esempio “Scopri come lavorare comodamente da casa”);
  • schiavitù (esempio “Sei schiavo del tuo lavoro?”).

Anche le parole “Facebook” e “Instagram” sono causa di cali di performance se usate nei testi pubblicitari.

Esprimere il concetto nel modo giusto

Un altro importante fattore che influenza l’algoritmo è il modo in cui vengono espressi testualmente determinati concetti.

Molti marketer sono convinti che un testo maggiormente d’impatto possa portare dei benefici alle performance di un annuncio in termini di click, ma su Facebook questo non è del tutto valido.

Un testo che esprima empatia e si mostri sensibile nei confronti di determinati argomenti verrà mostrato maggiormente sulla piattaforma, poiché risulta molto più rilevante per l’algoritmo rispetto a uno offensivo e discriminatorio.

  • Sbarazzati dei tuoi 10 kg in più di grasso

  • “Ti aiutiamo a tornare in forma e sentiti favoloso grazie al nostro prodotto”

I trend più importanti per il futuro degli annunci su facebook 

Fonte SocialMediaExaminer

  • Contenuti pubblicitari creati a immagine e somiglianza dei contenuti organici presenti nel feed notizie degli utenti, in modo da rendere più naturale l’esperienza e “confondere” la sponsorizzazione tra le pubblicazioni degli amici e dei contatti;
  • Testi più informali e colloquiali, per avvicinarsi maggiormente al tipo di linguaggio utilizzato dal target di riferimento – che nella maggior parte dei casi è compreso tra i 18 e i 30 anni; 
  • Video brevi e con immagini autentiche, che non badano particolarmente alla qualità del girato ma piuttosto alla qualità del messaggio trasmesso. È noto che i contenuti video creati per Facebook non devono sembrare uno spot pubblicitario da mandare in TV, piuttosto devono riuscire a catturare l’attenzione dell’utente nei primi 3 secondi grazie alla loro unicità;
  • A/B test per provare diverse lunghezze nei testi pubblicitari o per sperimentare l’utilizzo delle emoji. 

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Lo scorso Novembre Facebook ha comunicato che ci sarebbe stato un nuovo limite di Ads attivi che una Pagina aziendale avrebbe potuto pubblicare.

A quasi un anno di distanza, Facebook distingue quattro categorie di inserzionisti e specifica per ognuna il limite di Ads attivi contemporaneamente.

Facebook sostiene che questo intervento serva a massimizzare il rendimento degli annunci pubblicitari.

Quando un inserzionista pubblica più annunci in una sola volta, ogni annuncio viene pubblicato meno spesso. Questo significa che meno annunci escono dalla fase di apprendimento, e più budget.
Un budget è una stima delle entrate e delle spese in un determinato periodo di tempo futuro, e viene solitamente compilato e rivalutato periodicamente.
I… viene speso prima che il sistema di pubblicazione possa ottimizzarne le performance“.

L’intervento sulla piattaforma, quindi, più che a limitare le strategie di Advertising (ADV) è volto a migliorare le prestazioni delle inserzioni.

Abbiamo scoperto che quattro annunci in esecuzione su dieci non riescono ad uscire dalla fase di apprendimentoe molti di questi annunci provengono da inserzionisti che pubblicano troppi annunci contemporaneamente. Per questo motivo, stiamo implementando un limite di annunci che ogni Pagina può pubblicare in una volta“.

Facebook Ads, limite di ads attivi per gli inserzionisti

Le nuove limitazioni sugli annunci potrebbero diventare effettivi a partire dai primi mesi del 2021.

I limiti vanno dai 250 ai 20000 annunci per Pagina, in base alla spesa mensile sostenuta dall’inserzionista nei 12 mesi precedenti.

ads-Facebook-limite

La tabella fornita direttamente da Facebook risulta essere abbastanza chiara per gli inserzionisti e per coloro che si occupano di Social Media Marketing.

Le nuove limitazioni dovrebbero entrare in vigore nel Febbraio 2021, quindi c’è ancora tempo per studiare e ottimizzare la strategia di advertising sulle vostre Pagine.

Quando i nuovi limiti saranno ufficiali, la piattaforma vi avviserà attraverso la sezione “Gestione inserzioni“.

Sappiamo che la scelta della piattaforma di limitare la spesa sembra un azzardo, ma è chiaro che è fatta per incrementare gli investimenti anziché ridurli.

Infatti, molto probabilmente, se fino ad oggi hai ottenuto buoni risultati con le inserzioni di Facebook, continuerai a farlo, magari in maniera più corposa.

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Cosa è LinkedIn: definizione

LinkedIn è un social network dedicato ai rapporti professionali, che permette alle persone di creare un profilo che riassuma esperienze di lavoro, di studio e eventuali corsi frequentati.

Analizzando le numerose informazioni presenti le aziende hanno la possibilità di trovare nuovi dipendenti (per qualsiasi ruolo) o liberi professionisti a cui offrire opportunità di lavoro.

LinkedIn ha una funzionalità che gli ha permesso di guadagnare il ruolo di miglior social network professionale: consente di incrociare le esigenze di chi ha bisogno di competenze con quelle di chi cerca lavoro.

cosa è LinkedIn - numeri nel mondo

Oggi LinkedIn è una delle reti sociali più diffuse e utilizzate, con oltre 690 milioni di utenti registrati e 50 milioni di aziende presenti sulla piattaforma nel 2020.

Le tipologie di profilo

Sulla piattaforma è possibile aprire due tipologie di profilo, quello personale e le pagine aziendali.

Come iscriversi

L’iscrizione consente di avere una pagina personale e dedicata che è possibile modificare con diverse informazioni, come ad esempio:

  • Dati personali e contatti
  • Titoli di studio
  • Esperienze di lavoro
  • Esperienze di formazione (corsi, attestati ecc..)
  • Obiettivi raggiunti durante la carriera lavorativa

L’utilità di LinkedIn

Permettere lo sviluppo di relazioni virtuose per i professionisti di un determinato settore.

LinkedIn ha uno scopo professionale, con regole differenti dagli altri social network come Facebook o Instagram.

Qui non sono presenti contenuti “leggeri e divertenti”, ma contenuti con un taglio più ragionato e molto spesso anche formativo.

LinkedIn è gratuito o è necessario pagare un abbonamento?

Come per la maggior parte dei servizi e delle piattaforme online, esiste la possibilità di avere un profilo totalmente gratuito, che permette di utilizzare una serie di funzioni, accettando però una serie di limitazioni sulle funzionalità più avanzate.

Solitamente la versione base è sufficiente se si vuole “essere presenti”, però non bisogna aspettarsi risultati straordinari in termini di visibilità.

Questa soluzione è perfetta per chi non ha grandi esigenze e vuole solo scalfire le potenzialità di questo social network.

Esistono poi altre possibilità che vengono proposte dall’account premium.

Il primo passo è la scelta del tipo di account da creare.

Ad esempio vuoi migliorare la carriera? In questo caso LinkedIn ti permette di:

  • Farti notare dalle persone giuste.
  • Raggiungere chi sta assumendo.
  • Confrontarti con altri candidati.
  • Migliorare la visibilità dei traguardi raggiunti nel lavoro.

Vuoi trovare candidati per un’assunzione? Prepara il profilo per raccogliere velocemente le candidature e contattali direttamente.

Come funziona LinkedIn

Immagine del profilo

Lo scatto deve rappresentarti in modo chiaro, una foto sorridente è sicuramente consigliata.

Le impostazioni per l’immagine profilo sono:

  • Formato .jpg, .gif, .png
  • Dimensione minime di 200 x 200 e 500 x 500 pixel (è consigliato usare almeno dimensioni doppie per garantire l’alta qualità su schermi ad alta definizione)

La sezione above the fold

Questa è una delle sezioni più importanti di tutto il profilo. Le persone per capire chi sei devono avere le informazioni necessarie, di cosa ti occupi e quali sono le tue specializzazioni nel lavoro.

Quindi presentati con il tuo nome (nessun nickname, ma con il nome reale) e scrivi una descrizione cristallina del tuo ruolo lavorativo.

Un esempio di above the fold

Titolo di studio e competenze professionali

È consigliato inserire su LinkedIn le esperienze più utili, perché è importante attirare subito l’attenzione di chi sta vagliando i profili.

Ma soprattutto aggiungi contenuti che arricchiscano il curriculum online con elementi in grado di descrivere ciò che fai tutti i giorni.

È possibile inserire video, foto, articoli e post.

Pagine aziendali/Brand e community

Le pagine aziendali si possono creare per rappresentare un’impresa, una società, un’organizzazione.

La pagina aziendale su LinkedIn è molto simile al concetto di Fan Page su Facebook e presenta strumenti diversi rispetto alla pagina profilo.

Le community invece si creano all’interno dei gruppi su LinkedIn, anche questi molto simili ai gruppi presenti su altre piattaforme social.

Come trovare lavoro con LinkedIn

Account gratuito

Tutti, anche coloro che hanno aperto un profilo gratuito, possono sfruttare la ricerca interna della piattaforma per trovare aziende che stanno assumendo.

L’unica differenza in termini di usabilità risiede nel fatto che gli account premium hanno maggiori strumenti e filtri per avere risultati più precisi.

cosa è Linkedin - ricerca lavoro
Cerca le offerte di lavoro su LinkedIn.

I filtri di ricerca

Quali sono i consigli per raffinare i risultati di ricerca su LinkedIn?

Usare le virgolette se stai cercando una query composta da più parole, ad esempio “social media manager”. Lo stesso discorso vale per altri operatori di ricerca validi anche su altri motori di ricerca:

  • AND per includere uno o più termini
  • NOT per escludere una o più parole

Poi ricorda che puoi creare un alert che ti avviserà ogni volta che ci sarà qualche novità rispetto a una determinata ricerca.

Inoltre, se vai nella sezione Tutti i filtri puoi decidere esattamente cosa mostrare.

cosa è LinkedIn - filtri di ricerca
Filtri di ricerca su LinkedIn

Account premium

Inutile dire che chi paga l’abbonamento per il profilo avanzato ha decine di strumenti in più da sfruttare per trovare lavoro online grazie a LinkedIn.

Ad esempio può individuare chi ha visto il tuo profilo e scoprire i potenziali clienti che sono atterrati sull’account negli ultimi 90 giorni.

LinkedIn Pulse

LinkedIn Pulse è uno strumento decisivo per intercettare nuove opportunità di lavoro, lavorando sull’inbound marketing.

Vale a dire la capacità di farti trovare dalle persone che hanno bisogno di te, senza invadere la sfera dei contatti ma diventando una risorsa.

Questo perché con LinkedIn Pulse crei una sorta di blog all’interno della piattaforma.


Ti consiglio questi libri su LinkedIn


La piattaforma TikTok, fondata per consentire la creazione di video spesso brevi e a sfondo musicale, ha appena lanciato TikTok For Business, il marchio che identifica la piattaforma completa che sarà l’hub centrale per tutte le soluzioni di marketing attuali e future per i brand che utilizzeranno la piattaforma.

“Le soluzioni di TikTok For Business sono pensate per offrire ai brand e alle loro direzioni marketing gli strumenti per creare storytelling creativi, in grado di ingaggiare la community di TikTok con il loro messaggio”

Come avere successo su Tik Tok

Negli ultimi anni, i brand che sono stati capaci di entrare e permanere con più successo su TikTok ci sono riusciti grazie alla capacità di coinvolgere gli utenti nei modi più creativi, attraverso emozioni in grado di generare una connessione che si protraesse nel tempo, azioni e suoni in grado di unire, fidelizzare e rafforzare l’opinione dell’utente nei confronti del brand.

Oggi con TikTok For Business chi si occupa di marketing avrà a disposizione strumenti nuovi e potenti per far scoprire e connettere i brand gestiti con le community esistenti, o di farne nascere di nuove.

Gli obiettivi che si potranno raggiungere con TikTok For Business

Per il marketing TikTok è una piattaforma con un enorme potenziale di crescita, potenziale che deve assolutamente essere valorizzato, che offre sia agli utenti sia ai brand i giusti strumenti per raccontare, nel modo più vicino a quello desiderato, la storia che sentono il bisogno di raccontare.

Con TikTok, il marketing è anche invogliato a sfruttare il potente veicolo che i dispositivi mobili mettono a disposizione, a cominciare dai suoni.

Quali opportunità offre Tik Tok per i brand?

Le opportunità di utilizzarli sono numerose: musica, effetti sonori, playback, reazioni e altre. La fantasia è l’unico limite.

TikTok è una piattaforma aperta, dove chiunque o qualunque brand può farsi scoprire.

Quanti contenuti si trovano su Tik Tok

Su TikTok, ogni giorno si trovano nuovi contenuti e si possono scoprire cose nuove, in base ai propri interessi o al tipo di persona o personaggio che si sceglie di seguire.

Il più recente effetto di realtà aumentata per i brand, Branded Scan, è un nuovo prodotto che consente agli utenti di vivere un’esperienza di realtà aumentata con qualsiasi brand.

Per i brand, questo apre una finestra di opportunità interamente nuova di creare contenuti che parlano alle persone, invitando la community a unirsi alla conversazione e “a creare un nuovo TikTok”.

Perché nasce Tik Tok For Business

Con il lancio di TikTok For Business, l’azienda vuole coniugare la creatività e la positività della community con soluzioni pensate per le aziende in modo che crescano insieme.

Dove trovare informazioni utili

Sulla piattaforma è oggi possibile trovare e conoscere soluzioni, strumenti di misurazione e metriche, post di ispirazione, risorse e notizie utili per i brand.

Mark Zuckerberg nel 2020 sceglie puntare sul commercio elettronico offrendo agli utenti della sua famosa piattaforma social i Facebook Shops.

Questo servizio si pone in diretta concorrenza con altri grandi nomi del settore e-commerce, come Amazon, eBay e Alibaba, i quali offrono da anni la loro piattaforma ad altri rivenditori.

Per farlo nel modo migliore Facebook si allea con Shopify. L’azienda canadese, con oltre un milione di clienti in 175 Paesi e che ha generato vendite per 155 miliardi di dollari, è proprietaria di un sistema online per negozi.

Facebook Shops è una vetrina online per tutti coloro i quali ancora non possiedono un sito o uno spazio dedicato alla vendita di prodotti o servizi. È l’opportunità di avviare un e-commerce per tutti coloro si sono resi conto solo ora di averne bisogno.

Facebook Shops è anche qualcosa in più, rappresenta la risposta rapida di Facebook ai rapidi cambiamenti di mercato che stiamo affrontando in questo particolare periodo storico.

Facebook Shops non è solamente un editor per creare una vetrina di prodotti: si differenzia da eBay, da Amazon, da Shopify e dagli altri.

Sul social network sono presenti molte community e ci sono milioni di utenti, sono disponibili strumenti per condividere in modo semplice i contenuti e con un minimo di impegno si può costruire una presenza online utile, efficace e proficua.

Come funziona Facebook Shops

I Facebook Shops sono pensati per aiutare le aziende a realizzare un negozio online unico, al quale i clienti possano accedere sia attraverso Facebook sia da Instagram.

Va ricordato che la creazione di un Facebook Shop è sempre gratuita.

Le aziende hanno la possibilità di scegliere i prodotti da inserire all’intero del catalogo, personalizzando il negozio sia attraverso un’immagine di copertina, sia con colori che rimandano al brand.

Nel caso in cui il cliente avesse bisogno di “chiedere aiuto a un commesso”, per ottenere supporto nei Facebook Shops si potrà contattare direttamente l’azienda attraverso i canali WhatsApp, Messenger o Instagram Direct per porre domande, controllare le consegne e molto altro.

Un’opzione che sarà sviluppata e introdotta in futuro sarà la possibilità di visionare lo shop di un’azienda e fare acquisti direttamente all’interno di una chat di WhatsApp, Messenger o Instagram Direct.

Instagram Shop

Instagram Shop è una delle prime novità che sarà attivata negli USA entro l’estate. In breve tempo diventerà un riferimento per gli acquisti su Instagram.

Da anni le persone usano i video live sulle nostre app per mostrare prodotti, dai negozi di scarpe che annunciano le nuove sneaker, alle beauty influencer che provano un nuovo rossetto. Oggi stiamo rendendo ancora più semplice acquistare i prodotti in tempo reale. Imprenditori, brand e creator potranno infatti taggare i prodotti del loro Facebook Shop o catalogo prima di andare in diretta e questi verranno mostrati in fondo al video, in modo che le persone possano facilmente cliccare per saperne di più e acquistarli. Stiamo iniziando a testare queste funzionalità con alcune aziende su Facebook e Instagram, e nei prossimi mesi le lanceremo in modo più esteso.

Twitter è un servizio gratuito di social network e microblogging che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri.

Twitter è costruito totalmente su architettura Open source.

Gli aggiornamenti possono essere effettuati tramite il sito stesso, via SMS, con programmi di messaggistica istantanea, posta elettronica, oppure tramite varie applicazioni basate sulle API di Twitter. Twitter è stato creato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco.

Il nome “Twitter” deriva dal verbo inglese to tweet che significa “cinguettare”. Tweet è anche il termine tecnico degli aggiornamenti del servizio. Itweet che contengono esattamente 140 caratteri vengono chiamati twoosh.

Gli aggiornamenti sono mostrati nella pagina di profilo dell’utente e comunicati agli utenti che si sono registrati per riceverli. È anche possibile limitare la visibilità dei propri messaggi oppure renderli visibili a chiunque.

Il valore del social network è stato stimato intorno agli 8,4 miliardi di dollari. Twitter nel 2012 ha raggiunto i 500 milioni di iscritti e 200 milioni di utenti attivi che fanno accesso almeno una volta al mese.

La storia di Twitter

La creazione

La nascita di Twitter risale al 2006, a un lungo brainstorming fra i membri di Odeo, una società californiana che stava per lanciare una particolare piattaforma di creazione e gestione dei podcast dal funzionamento molto simile a quello di una casella vocale.

L’idea non venne mai alla luce perché di lì a poco, col lancio del primo iPhone, Apple avrebbe lanciato una nuova versione totalmente rivoluzionata di iTunes, che avrebbe capillarmente diffuso in tutti i telefoni e gli iPod di nuova generazione una piattaforma integrata per la sottoscrizione e la gestione dei podcast.

Trovatisi a un binario morto, i membri di Odeo iniziarono a cercare un’altra idea originale che li salvasse da un fallimento sicuro.

Un giorno, seduto su un’altalena al parco mentre mangiava cibo messicano, Jack Dorsey ebbe l’idea di un servizio che permettesse a un individuo di comunicare con un ristretto numero di persone attraverso degli SMS.

Il primo nome del progetto fu twttr, nome ispirato all’allora già fortunato Flickr ed ai 5 caratteri di lunghezza dei numeri brevi per l’invio degli SMS negli USA.

Gli sviluppatori scelsero inizialmente il numero “10958” come codice breve per l’invio dei messaggi, numero che fu presto rimpiazzato dal più semplice “40404”. 

Lo sviluppo del progetto iniziò ufficialmente il 21 marzo 2006 quando Dorsey alle 21.50 PM (PST) pubblicò il primo tweet: “just setting up my twttr“.

Il primo prototipo della piattaforma è stato testato internamente fra gli impiegati di Odeo, mentre la versione finale è stata lanciata e aperta al pubblico il 15 luglio 2006.

A ottobre del 2006 Biz Stone, Evan Williams, Jack Dorsey e alcuni altri membri di Odeo hanno creato la Obvious Corporation, hanno assorbito Odeo e riscattato tutti i suoi progetti, inclusi Odeo.com e Twitter.com, dagli investitori e dagli azionisti della precedente società. Nell’aprile del 2007 Twitter si è costituita come società indipendente.

Fortuna e popolarità

La popolarità di Twitter ha visto una svolta con l’edizione del 2007 del South by Southwest festival: nei giorni dell’evento l’uso di Twitter è triplicato passando da 20.000 ad oltre 60.000 tweet al giorno.

All’evento erano presenti due grandi schermi 60 pollici utilizzati esclusivamente per far scorrere lo stream dei tweet pubblici.

Il festival fu un grande evento pubblicitario per il servizio e lo staff ricevette il Web Award prize.

Il 22 gennaio 2010 è stato il giorno del primo tweet inviato dallo spazio: l’autore è stato l’astronauta della NASA Timothy Creamer dalla Stazione Spaziale Internazionale.

A partire dalla fine di novembre dello stesso anno diversi altri astronauti della NASA hanno iniziato ad inviare aggiornamenti tramite un account comune: @NASA_Astronauts.

Nello stesso periodo l’astronauta italiano Paolo Nespoli, tornato nella Stazione Spaziale Internazionale per una missione dell’ESA, ha iniziato ad inviare tramite il suo account personale aggiornamenti costanti e foto della Terra vista dallo spazio.

L’astronauta è inoltre uno dei celebri protagonisti del video con cui Twitter a marzo del 2011 ha celebrato i 5 anni dal lancio del servizio.

In Italia, il 29 gennaio 2012 Twitter ha per la prima volta battuto una notizia di rilevanza istituzionale con largo anticipo rispetto ai media tradizionali: la morte del Presidente emerito Scalfaro è stata infatti twittata d un professore universitario (Alberto Gambino), suo amico e collaboratore, con un messaggio su twitter ben 45 minuti prima delle agenzie di stampa, dando vita ad un vivace dibattito in rete. 

Nel 28 febbraio del 2012 è stata twittata una foto del pilota NASCAR Brad Keselowski scattata da lui stesso in pista, durante un’interruzione della corsa a causa di un incidente, per testimoniare e inviare al mondo quei minuti in cui tutti i piloti in gara si trovavano fermi in attesa della ripartenza al Daytona international Speedway.

Il 14 settembre 2010, a quasi 5 anni dal lancio, Twitter ha lanciato una nuova interfaccia completamente rivisitata con una migliore integrazione delle funzionalità via via introdotte durante gli anni e ha cambiato il suo logo.

Leadership

Dorsey è stato il primo amministratore delegato dell’azienda. Il 16 ottobre 2008 Dorsey è diventato presidente e Williams ha preso il suo posto come CEO.

Il 4 ottobre 2010 ha preso il suo postoDick Costolo, ex direttore operativo. Dorsey è tornato a lavorare per Twitter nel marzo del 2010 dividendosi fra l’azienda della ormai consolidata piattaforma sociale di microblogging e Square, azienda nella quale ricopre il ruolo di amministratore delegato i cui uffici sono a pochi passi di distanza da quelli di Twitter a San Francisco.

Caratteristiche d’uso

Il servizio è diventato estremamente popolare, anche come avversario di Facebook, grazie alla semplicità ed immediatezza di utilizzo.

Esistono diversi esempi in cui Twitter è stato usato dagli utenti per diffondere notizie, come strumento di giornalismo partecipativo.

Ad esempio, nel caso del terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, gli utenti Twitter hanno segnalato la notizia prima dei media tradizionali.

Twitter deve la sua semplicità anche alla mancanza di alcune funzioni tipicamente riscontrabili in social-network come Facebook, tra cui la condivisione di fotografie.

Tuttavia esistono molti servizi esterni che possono aiutare a potenziare Twitter e ad implementarlo con funzionalità tipiche di Facebook (per esempio TwitPic è una valida soluzione per distribuire immagini all’interno del social-network).

L’insieme degli status message pubblicati su Twitter dagli utenti costituisce un’enorme quantità di materiale, che può essere utilizzata anche dalle aziende: ad esempio Dell ha aperto un canale di comunicazione con i propri clienti su Twitter e molti servizi offrono il monitoraggio della reputazione dei brand su Twitter.

Anche in Italia alcune aziende, università, scuole e pubbliche amministrazioni utilizzano Twitter a scopi didattici.

La società che gestisce il servizio non è quotata in borsa ma in base agli ultimi investimenti effettuati da investitori esterni è stato valutato che la società valga circa un miliardo di dollari.

Nel giugno 2009 a Twitter è stata dedicata la copertina di Time e un articolo di Steven Berlin Johnson sull’innovazione portata da questo servizio.

Da quanto riferito nel luglio 2009 da James Halton, capo-marketing della società Microsoft, Twitter e Facebook avrebbero fatto parte di un servizio online della Xbox 360 prima del Natale dello stesso anno.

Dall’11 dicembre 2009 le lingue attive in Twitter sono il francese, l’italiano, il tedesco e lo spagnolo insieme all’inglese ed al giapponese che erano presenti fin dall’inizio.

Da aprile 2010, Twitter ha introdotto la possibilità di creare tweet sponsorizzati, chiamati “Promoted Tweets”. Per il momento sono disponibili solo ad un numero ristretto di account.

Caratteristiche tecniche di Twitter

Tecnologia

L’interfaccia web di Twitter è scritta in Ruby on Rails, ed i messaggi sono memorizzati in un software server in esecuzione programmata in Scala.

Esiste anche una API aperta per tutti gli sviluppatori, che è un grande vantaggio per chi vuole Twitter come servizio integrato in altre applicazioni (web, desktop o mobile).

Secondo Biz Stone, oltre il 50% del traffico di Twitter passa attraverso la sua API.

Tuttavia, a causa di problemi tecnici e di scalabilità, Twitter potrebbe abbandonare Ruby on Rails come suo framework di sviluppo e crearne uno nuovo basato su PHP. Evan Williams, tuttavia, ha rapidamente negato queste informazioni in un tweet che ha inviato il 1º maggio 2008.

Interfaccia di Twitter

Steven Berlin Johnson descrive la meccanica di base di Twitter come “molto semplice”:

« Come un social network, Twitter ruota intorno al principio dei seguaci (followers). Quando si sceglie di seguire un altro utente di Twitter, i tweets di tale utente vengono visualizzati in ordine cronologico inverso, sulla home page di Twitter. Se seguite 20 persone, si vedrà una miscela di tweets scorrere la pagina: Aggiornamento sui cereali per la colazione, nuovi link, consigli musicali, tra cui riflessioni sul futuro dell’istruzione. »

Il 30 aprile 2009, Twitter ha cambiato la sua interfaccia web con l’aggiunta di una barra di ricerca e un riassunto di temi di attualità (Temi di Tendenza, o Trending Topics), cioè le frasi più comuni che compaiono nel messaggio. «Ogni aggiornamento pubblico inviato a Twitter da qualsiasi parte del mondo può essere immediatamente indicizzato e utilizzato per la ricerca in tempo reale», dice Biz Stone. «Con questa funzione che Twitter ha recentemente lanciato, è diventato, a sorpresa, un motore di ricerca per trovare ciò che sta accadendo ora».

Diversamente da Facebook o altri social network, non esiste una chat o l’invio di file allegati, e non è consentito inviare messaggi a persone che già non sono presenti nella lista dei contatti Tweet.

I messaggi possono essere visualizzati solo se il destinatario è a sua volta già un “follower” del mittente. Invece, per inviare un messaggio diretto pubblico è sufficiente avere il destinatario come “following”.

Etichette

I messaggi brevi di Twitter possono essere etichettati con l’uso di uno o più hashtag: parole o combinazioni di parole concatenate precedute dal simbolo cancelletto (#).

Etichettando un messaggio con un hashtag si crea un collegamento ipertestuale a tutti i messaggi recenti che citano lo stesso hashtag.

Nel 2010 Twitter ha introdotto nella prima pagina i “trending topics” ossia l’elenco degli hashtag estremamente utilizzati. Nel 2012 sono stati introdotti i “trending topics localizzati” che permettono la visualizzazione degli hashtag più popolari per ogni Stato.

Fonte: Wikipedia

Cosa è Facebook?

Facebook è un servizio di rete sociale lanciato nel febbraio 2004, posseduto e gestito dalla corporation Facebook, Inc.

Il sito, fondato a Cambridge negli Stati Uniti da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes, era originariamente stato progettato esclusivamente per gli studenti dell’Università di Harvard, ma fu presto aperto anche agli studenti di altre scuole della zona di Boston, della Ivy League e della Stanford University.

Successivamente fu aperto anche agli studenti delle scuole superiori e poi a chiunque dichiarasse più di 13 anni di età.

Da allora Facebook raggiunse un enorme successo: è diventato il secondo sito più visitato al mondo, preceduto solo da Google; è disponibile in oltre 70 lingue e nell’ottobre 2012 conta circa 1 miliardo di utenti attivi che effettuano l’accesso almeno una volta al mese, classificandosi come primo servizio di rete sociale per numero di utenti attivi.

Il nome “Facebook” prende spunto da un elenco con nome e fotografia degli studenti, che alcune università statunitensi distribuiscono all’inizio dell’anno accademico per aiutare gli scritti a socializzare tra loro.

Gli utenti possono accedere al sito previa una registrazione gratuita, durante la quale vengono richiesti dati personali come nome, cognome, data di nascita e indirizzo email.

Il sito chiarisce che l’inserimento obbligatorio della data di nascita serve esclusivamente “per favorire una maggiore autenticità e consentire l’accesso ai vari contenuti in base all’età”.

Completata la registrazione, gli utenti possono creare un profilo personale, includere altri utenti nella propria rete sociale, aggiungendoli come amici, e scambiarsi messaggi, anche via chat, incluse le notifiche automatiche quando questi aggiornano i propri profili.

Inoltre gli utenti possono fondare e unirsi a gruppi per condividere interessi in comune con altri utenti, organizzati secondo il luogo di lavoro, la scuola, l’università o altre caratteristiche, condividere contenuti multimediali ed utilizzare varie applicazioni presenti sul sito.

Per personalizzare il proprio profilo l’utente può caricare una foto, chiamata immagine del profilo, con la quale può rendersi riconoscibile.

Può inoltre fornire ulteriori informazioni, come il comune di nascita (esempio: Città natale: Roma) e quello di residenza (esempio: Vive a Milano), la scuola frequentata, il proprio datore di lavoro, l’orientamento religioso e quello politico, la propria situazione sentimentale e molte altre.

Il 1º febbraio 2012 Facebook presenta alla SEC i documenti per l’offerta pubblica di vendita e il conseguente collocamento in borsa, avvenuto nel mese di maggio 2012.

Storia di Facebook

Nel gennaio 2004 Zuckerberg cominciò a programmare un nuovo sito web, che vide la luce il 4 febbraio 2004, anche grazie all’aiuto di Andrew McCollum, che contribuì alla programmazione, e a Eduardo Saverin, che ne curò gli aspetti aziendali.

Il sito era raggiungibile all’indirizzo thefacebook.com. Sei giorni dopo altri tre studenti di Harvard, Cameron e Tyler Winklevoss e Divya Narendra, accusarono Zuckerberg di averli truffati, in quanto avrebbe promesso loro di aiutarli a creare un servizio di rete sociale chiamato “HarvardConnection.com” mentre era intenzionato a rubargli l’idea per creare un sito concorrente.

L’accusa si tradusse successivamente in una causa legale.

Per la fine del mese di febbraio, più della metà della popolazione universitaria di Harvard era registrata al servizio.

A quel tempo, Zuckerberg fu aiutato anche dal grafico Dustin Moskovitz e da Chris Hughes per la promozione del sito e nel marzo 2004 Facebook si espanse all’Università di Stanford, allaColumbia University e all’Università Yale.

Ad aprile del 2004 il servizio si allargò al resto della Ivy League, al MIT, alla Boston University e al Boston College.

Fu poi la volta di altri istituti negli Stati Uniti e in Canada.

A metà del 2004 fu fondata la corporation Facebook, Inc.. L’imprenditore Sean Parker, che fino ad allora era stato un consigliere informale per Zuckerberg, ne divenne presidente.

A giugno 2004, terminato l’anno accademico, Zuckerberg e Moskovitz si trasferirono a Palo Alto in California con McCollum, che aveva seguito uno stage estivo alla Electronic Arts.

Affittarono una casa vicino all’Università di Stanford dove furono raggiunti da Adam D’Angelo e da Parker.

A fine mese ricevettero il primo finanziamento, dal co-fondatore di PayPalPeter Thiel.

Tra aprile e agosto del 2005 venne registrato il dominio attuale, facebook.com, per la cifra di 200.000 dollari.

Col tempo, persone con un indirizzo di posta elettronica con dominio universitario (per esempio .edu, .ac.uk ed altri) acquisiscono i diritti per diventare utenti.

Il 27 febbraio 2006 il servizio fu aperto anche ai licei e ad alcune grandi compagnie, tra cui Apple e Microsoft.

Dal 26 settembre 2006 chiunque abbia più di 13 anni può parteciparvi.

Dal settembre 2006 al settembre 2007 la posizione nella graduatoria del traffico dei siti è passata, secondo Alexa, dalla sessantesima alla settima posizione.

Dal luglio 2007 figura nella classifica dei 10 siti più visitati al mondo ed è il sito numero uno negli Stati Uniti per foto visualizzabili, con oltre 60 milioni di immagini caricate settimanalmente.

Nell’ottobre 2007 Microsoft annuncia di aver acquistato una quota dell’1,6% per 240 milioni di dollari e un gruppo di investitori russi compra il 2% per 200 milioni.

Il valore totale del sito, secondo la stima di Microsoft, era quindi di 15 miliardi, valore successivamente smentito e corretto in 3,7 miliardi di dollari nel 2009.

L’accordo per l’acquisto includeva il diritto da parte di Microsoft di inserire banner pubblicitari sul sito. Ad ottobre 2008 Facebook annuncia l’intenzione di stabilire il centro direzionale internazionale a Dublino.

Del settembre 2009 è l’annuncio che il bilancio di Facebook era in positivo per la prima volta. A inizio 2010 l’azienda è stata valutata a 14 miliardi di dollari.

Nel novembre 2010, secondo la piattaforma di scambio di titoli SecondMarket, Inc., una compravendita privata di azioni Facebook ne stimava il valore totale in 41 miliardi di dollari, terzo in ordine di grandezza tra i siti internet dopo Google e Amazon.

Il 3 gennaio 2011, Goldman Sachs investe in Facebook 450 milioni di dollari, valutando il valore totale in 50 miliardi di dollari.

In Italia si è registrato un boom di presenze nel 2008: nel mese di agosto si sono contate oltre un milione e trecentomila visite, con un incremento sull’anno prima del 961%; il terzo trimestre ha poi visto l’Italia in testa alla lista dei paesi con il maggiore incremento del numero di utenti (+135%).

Secondo i dati forniti da Facebook e raccolti nell’Osservatorio Facebook, gli utenti italiani nel mese di novembre 2011 sono 21 milioni, di cui 13 milioni si collegano ogni giorno.

Coloro che accedono mensilmente da dispositivo mobile sono 7,5 milioni.

Il traffico su Facebook è cresciuto a un ritmo sostenuto, fino a superare per una settimana, nel marzo 2010, il motore di ricerca Google per numero di visite negli Stati Uniti.

A marzo 2011 è stato reso noto che Facebook rimuoveva profilo personali al passo di circa 20.000 al giorno a causa di varie infrazioni, tra cui spam, contenuti non permessi ed età più bassa del minimo consentito

Nel 2011 l’azienda prende spunto da molte caratteristiche introdotte dal suo nuovo rivale Google+ (in risposta al social network di Google), tra cui ad esempio:

  • la traduzione automatica del linguaggio dei post in bacheca;
  • la possibilità di condividere dall’applicazione per dispositivi mobili.

A marzo 2012 Facebook annuncia il lancio di App Center, un negozio online per dispositivi mobili, dedicato alle applicazioni per connettersi a Facebook.

Il 9 aprile 2012 Facebook ha acquistato Instagram per 1 miliardo di dollari.

Facebook, Inc. ha tenuto un’offerta pubblica di vendita il 17 maggio 2012, in cui è stato negoziato il prezzo di 38 dollari ad azione, portando il valore totale della compagnia a 104 miliardi di dollari, il più alto mai registrato per il debutto di una compagnia sul mercato.

Il 1º giugno 2012 Facebook ha promosso una votazione riguardante la nuova Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità e la Normativa sull’utilizzo dei dati, in cui era possibile scegliere i vecchi documenti del 2011 oppure i nuovi del 2012.

La votazione si chiuderà l’8 giugno e se avranno votato più 300 milioni di utenti sarà vincolante.

Funzionamento

Il sito è gratuito per gli utenti e trae guadagno dalla pubblicità, inclusi i banner. Molti analisti invece sostengono che i ricavi monetari di Facebook non sono così elevati rispetto alle potenzialità di un servizio di rete sociale, aggirandosi intorno ai 230 milioni di dollari nel 2009.

Infatti solo nel 2009, dopo 5 anni dalla sua nascita, il portale è riuscito a chiudere il primo bilancio in attivo.

I ricavi commerciali derivanti dalla pubblicità riescono a coprire solo in parte i costi fissi di gestione del sito (archiviazione, server, ecc.) tanto da rendere necessario l’apporto dei soci (tra cui l’1,6% di Microsoft).

Per migliorare la raccolta pubblicitaria Facebook aveva implementato Beacon, un sistema in grado di tracciare l’attività degli utenti su siti esterni convenzionati, in particolare le loro abitudini di acquisto online, consentendo pubblicità mirate e permettendo agli utenti di condividere tali attività sul News Feed dei propri amici.

Beacon fu lanciato il 6 novembre 2007 con 44 siti partner. Il servizio divenne oggetto di una class action per la sua natura invasiva per la privacy, e venne perciò sospeso a settembre del 2009.

Profilo personale

Gli utenti creano profili che spesso contengono fotografie e liste di interessi personali, scambiano messaggi privati o pubblici.

Possono creare e prendere parte a “Gruppi”, in cui si condividono interessi, e a “Pagine” legate a cose o persone che gli piacciono.

Secondo TechCrunch, “circa l’85% degli studenti dei college ha un profilo sul sito. Di quelli che sono iscritti il 60% accede al sito quotidianamente.

Circa l’85% almeno una volta la settimana, e il 93% almeno una volta al mese”.

Secondo Chris Hughes, il portavoce per Facebook, “Le persone passano circa 19 minuti al giorno su Facebook”.

Gli iscritti a Facebook possono scegliere di aggregarsi a una o più reti, organizzate per città, posto di lavoro, scuola e religione.

Funzionalità

Dal 2006 è attivo sulla homepage del profilo personale il News-feed, un aggregatore che mostra in successione gli aggiornamenti propri e degli amici.

Inizialmente questo sistema ha ricevuto delle critiche da parte degli utenti, secondo alcuni i news-feed includevano molte informazioni sgradite e irrilevanti, secondo altri metteva troppo in risalto informazioni personali e potenzialmente sensibili (come il cambiamento della situazione sentimentale, la partecipazione ad eventi e le conversazioni con altri utenti).

In risposta a queste critiche è stata data la possibilità di scegliere che tipo di informazioni condividere automaticamente e con chi.

Oggi è infatti possibile raggruppare gli amici in categorie e scegliere con quali categorie condividere certe informazioni (come cambiamenti del profilo, post sulla bacheca e l’aggiunta di nuovi amici).

Una delle applicazioni più utilizzate su Facebook è quella delle Foto, dove gli utenti possono caricare un numero illimitato di album di immagini (a differenza di altri servizi di condivisione di immagini come Photobucket e Flickr).

Il solo limite è nel numero massimo di 200 foto per album.

Le impostazioni della privacy possono essere cambiate per ogni album, limitandone o meno la visione a certi utenti.

Un’altra caratteristica delle Foto è la funzione del tag, con la quale si appone un'”etichetta” su un’immagine segnalando chi è presente nella foto e creando un link al suo profilo se si tratta di un altro utente Facebook.

In questo modo si crea automaticamente, per ogni profilo, una raccolta di foto in cui quell’utente è stato taggato.

Facebook offre diversi servizi di messaggistica privata.

È inviare privatamente dei messaggi ad altri utenti, se le impostazioni della privacy lo consentono.

Ad aprile 2008 è stata lanciata l’applicazione Chat per scambiare messaggi in tempo reale con gli amici collegati al loro profilo Facebook.

Il 15 novembre 2010 è stato annunciato un nuovo servizio integrato di gestione dei messaggi.

Tramite una sola applicazione è ora possibile gestire contemporaneamente messaggi sms, chat, email e normali messaggi, e regolare le impostazioni della privacy.

La funzione Note, introdotta nell’agosto 2006, permette agli utenti di pubblicare scritti e articoli in maniera simile a un blog.

Sono attive le funzioni di tag e di inserimento immagini.

Dal maggio 2007 su Facebook è disponibile il Marketplace, che consente agli utenti di inserire gratuitamente annunci che risultano visibili solo da utenti presenti nella stessa rete.

Nel giugno 2009 è stata introdotta la funzionalità username, che rende i profili accessibili tramite indirizzi semplificati, come ad esempio “http://www.facebook.com/facebook“, invece del precedente formato “http://www.facebook.com/profile.php?id=20531316728“.

Il 21 aprile 2010 è stato lanciato il tasto Mi piace, con il quale gli utenti possono esprimere apprezzamento su dei singoli contenuti.

Dall’aprile 2011 la chat è stata arricchita da una funzione per effettuare chiamate vocali, che permette anche di lasciare messaggi in una segreteria vocale.

Il 6 luglio 2011 è stato lanciato il servizio di videochiamate che utilizza la tecnologia di Skype.

Oltre alle attività di servizio di rete sociale, sono state sviluppate numerosi videogiochi gratuiti che hanno coinvolto milioni di utenti.

Tra questi ci sono FarmVille, sviluppato dal produttore di software Zynga, che ha raggiunto 11 milioni di utenti attivi (cioè non occasionali) quotidianamente; sempre di Zynga, Mafia Wars è arrivato a 5 milioni di utenti, mentre Pet Society, sviluppato da Playfish, è stato classificato come l’applicazione Facebook più popolare nell’aprile 2009.

Da dicembre 2010 sono presenti anche due nuovi giochi prodotti da Square Enix:Knights of the Crystals e Chocobo’s Crystal Tower. Altri giochi di Facebook sono Empire & Allies, CastleVille, CityVille, Bejeweled Blitz, Top Eleven e The Sims Social.

Il 9 gennaio 2013 il CEO del social network in blu ha fissato un evento stampa che si svolgerà il 15 gennaio 2013 alle 19 ora italiana affermando di voler introdurre una novità.

Gli unici rumors, dato che non si sa nulla sull’argomento della conferenza, sono la presentazione del “Facebook Phone”, uno smartphone progettato per il social network, oppure l’introduzione di alcune novità per quanto riguarda la vendita di veri e propri doni già introdotta nel mese di settembre.

Dispositivi mobili

Facebook integra alcune delle suddette funzionalità sulle sue applicazioni per dispositivi mobili, come la possibilità di caricare contenuti, di ricevere e rispondere ai messaggi, di mandare e ricevere “poke” (cioè richiamare l’attenzione di un utente toccandolo simbolicamente sulla spalla), scrivere sulla bacheca degli utenti o semplicemente la possibilità di navigare sul sito.

Piattaforma tecnologica

Le pagine Facebook sono scritte in linguaggio PHP e sono poi tradotte in C++ dal convertitore HipHop for PHP, ideato appositamente da Facebook.

Grazie a questa tecnologia, Facebook dichiara un risparmio del 50% nell’utilizzo del processore dei propri server.

Facebook è programmato come un’unica applicazione.

Secondo quanto dichiarato dall’ingegnere di Facebook Chuck Rossi, Facebook consiste in 1,5 GB di codice binario che viene distribuito ai server tramite il protocollo BitTorrent.

Nell’autunno 2008 è stato reso disponibile un sistema di API ideato per l’integrazione di siti esterni.

Usando Connect è possibile collegare il proprio account Facebook con un account su un sito internet esterno utilizzato per inserire commenti o articoli, come ad esempio un blog.

In pratica è possibile utilizzare le proprie credenziali di Facebook per accedere in tutti i siti che supportano Facebook Connect.

Dal punto di vista tecnico Connect è reso possibile da una particolare libreria Javascript rilasciata da Facebook e da una estensione del linguaggio XHTML chiamata FBML.

Questo linguaggio permette agli sviluppatori di inserire sulle pagine di un sito degli elementi dinamici come pulsanti, form, elementi multimediali e molto altro.

Il linguaggio FBML viene poi parsato dallo stesso Facebook che “traduce” i suoi tag speciali con l’HTML e gli stili necessari. Le pagine Facebook utilizzano inoltre la tecnologia AJAX.

Facebook è paragonabile a Myspace, ma una significativa differenza tra le due piattaforme è il livello di personalizzazione della pagina personale. Mentre Myspace consente agli utenti di arricchire lo stile delle pagine usando i linguaggi HTML e CSS, su Facebook è possibile inserire solo del testo.

Il 20 luglio 2008 Facebook ha introdotto un rinnovamento sull’interfaccia utente detto Facebook Beta, che è stato applicato gradualmente in tutte le pagine del sito.

I profili personali sono stati suddivisi in schede secondo le diverse sezioni (“Amici”, “Foto”, eccetera…) e in generale la grafica è diventata più minimale.

Privacy e controversie

Inizialmente non esisteva un controllo granulare di chi-può-vedere-cosa. Dal 31 maggio 2010 è possibile applicare le impostazioni di privacy anche ai singoli post o ai singoli commenti.

Inoltre è stata estesa la lista dei “livelli”, aggiungendo anche un livello personalizzato.

Diversi problemi sono sorti riguardo l’uso di Facebook come un mezzo di controllo e come miniera di dati.

  • Solo Io
  • Amici
  • Amici di amici
  • Amici e Reti
  • Tutti
  • Personalizzato

Questi livelli possono essere impostati indipendentemente per ciascuna “categoria” di informazioni del profilo, sui singoli dati (commenti, post, ecc.) oppure sui dati personali (come “Data di nascita”, “Orientamento politico e religioso”, “Istruzione e lavoro”, ecc.).

Agendo opportunamente sulle impostazioni del profilo è quindi possibile limitare la diffusione dei dati personali.

In particolare nel menù Impostazioni è disponibile la voce Impostazioni sulla privacy, dalla quale sarà possibile agire sulle categorie di dati tra cui: profilo, ricerca, notizie e bacheca.

Naturalmente tali impostazioni non limitano l’accesso ai dati di coloro cui i gestori del sito attribuiscono privilegi di amministrazione, per motivi di ordine e legali.

Inizialmente Facebook consentiva solamente di disattivare l’account in modo che non fosse più visibile nel sito e nei motori di ricerca.

A partire dal 28 febbraio 2008 l’utente ha anche a disposizione un’opzione che cancella in modo permanente i suoi dati dai server del sito.

Tuttavia si pensi a foto e video ripresi nella bacheca di altri utenti, o alle foto pubblicate da terzi in cui un utente è taggato, al limite dietro suo consenso.

Una volta taggato in una foto, non appena un testo foto o video è stato copiato nel profilo di altri utenti, questo materiale non può essere eliminato (se non espressamente richiesto), anche quando l’interessato decide di cancellare il suo profilo.

La cancellazione è limitata al profilo personale, ma non a tutto ciò che è stato copiato da terzi o condiviso con altri.

Inoltre, i contenuti pubblicati dagli iscritti (come fotografie, video e commenti) sono proprietà del sito.

Caso raro in giurisprudenza, il sito si dichiara proprietario, ma non responsabile dei contenuti, e, come molti altri content provider, rifiuta di censurare o limitare la visibilità di contenuti e gruppi, respinge le critiche in merito a contenuti diffamatori, che istigano a reati penali, e alle richieste di risarcimento dei danni che possono essere mosse in tali circostanze.

Secondo il codice italiano della protezione dei dati personali, la proprietà dei contenuti non estingue i diritti soggettivi degli interessati.

Se questi sono autori dei contenuti, il passaggio di proprietà al sito al momento della pubblicazione, di nuovo, estingue i diritti inerenti al copyright, non quelli soggettivi.

L’utente ha il diritto di ottenere informazioni in merito al trattamento dei propri dati personali, dei soggetti terzi che ne sono entrati in possesso, di vietarne la pubblicazione, e di rendere definitiva la propria cancellazione dal sito, che è tenuto a distruggere ogni copia dei dati personali in suo possesso, e a divulgare la richiesta di cancellazione ai soggetti terzi che per suo tramite abbiano acquisito tali dati.

Le critiche e l’attenzione internazionale di diversi soggetti sia nazionali che associazioni hanno portato a maggio 2010 ad una revisione della gestione della privacy che aumenta leggermente la granularità ma con certezza la precisione e la chiarezza con cui l’utente con l’uso e la visione di una sola griglia accederà all’impostazione dei diversi aspetti della privacy del proprio profilo.

Due studenti del Massachusetts Institute of Technology riuscirono a scaricare più di 70.000 profili di Facebook utilizzando uno shell script automatico.

Nel maggio del 2008 un programma della BBC, Click, mostrò che era possibile sottrarre i dati personali di un utente e dei suoi amici con delle applicazioni malware.

Facebook è inoltre soggetto al fenomeno di creazione di falsi profili di personaggi famosi e non solo.

Numerosi i casi in Italia di violazione della privacy per la pubblicazione di foto “scomode”.

Il 14 maggio 2009 vengono scoperte foto di pazienti intubati visibili sul sito; l’infermiera che le aveva pubblicate non si era accorta che fossero alla portata di tutti.

Alla fine di ottobre 2009 su Facebook, sono comparse ingiurie ed insulti da parte di un gruppo di discussione intitolato “Uccidiamo Berlusconi”.

In seguito al risalto mediatico il ministro Maroni ha promesso di denunciare chi è intervenuto e di procedere penalmente.

Sul sito sono stati creati vari gruppi che in passato hanno inneggiato a Salvatore Riina e al massacro di Srebrenica.

Nel maggio 2010 il Pakistan e l’Afghanistan hanno deciso l’oscuramento di Facebook e YouTube per evitare la diffusione delle caricature di Maometto.

Nel settembre 2010 su Facebook, dopo uno studio effettuato nei laboratori di sicurezza di AVG Technologies, sono state riscontrate circa 11.000 pagine infette che mettono a rischio gli utenti, esposti soprattutto al furto di identità.

Recentemente Facebook ha attivato l’opzione di riconoscimento facciale delle immagini pubblicate dagli utenti, causando alcune polemiche per la privacy.

Dinamiche sociali

In un articolo pubblicato sul suo blog personale, il sociologo ingaggiato da Facebook, Cameron Marlow, ha reso pubblici i dettagli di uno studio condotto dal Facebook Data Team sulle dinamiche sociali degli utenti iscritti.

Lo scopo della ricerca era stabilire se Facebook accresce la dimensione della rete personale di un individuo.

Per rispondere a questa domanda, nello studio si è creata una distinzione qualitativa degli amici su Facebook in tre sottogruppi interni ad un gruppo generale.

Il gruppo generale si riferisce a “tutti gli amici”, ovvero alla lista di persone che un utente di Facebook considera come tali.

Secondo Marlow, la parola “amici” in questo contesto appare un po’ ambigua.

Alla curiosità di utenti che gli chiedono di valutare se hanno abbastanza amici su Facebook o se ne hanno pochi, il sociologo risponde che il linguaggio usato potrebbe indurre a commettere un errore.

Infatti, quelli che nel linguaggio in uso vengono considerati come amici, potrebbero essere più semplicemente persone che un individuo ha incontrato ad un certo punto della sua vita.

Riguardo al numero di questa rete sociale, i dati ufficiali di Facebook riproposti da Marlow parlano di 120 amici per l’utente medio.

Lo stesso Marlow afferma però che questo dato può non essere significativo per stimare la dimensione della rete sociale di una persona.

Innanzitutto perché il sito è ancora abbastanza giovane e il numero di iscritti è ancora relativamente basso.

Il che vuol dire che non tutte le persone conosciute da un utente registrato su Facebook potrebbero essere iscritte al sito e questo minerebbe la possibilità dell’individuo di costruire una sua rete sociale corrispondente a quella che potrebbe costruire con altri mezzi.

A tal proposito, Marlow cita un altro strumento di stima della dimensione della rete sociale di un individuo: è stato citato dallo scrittore Malcolm Gladwell all’interno del suo libro Il punto critico e fa riferimento agli studi di Peter Killworth e dei suoi collaboratori.

Questi studiosi usarono una lista di nomi e cognomi presi da un elenco telefonico e stimarono la dimensione della rete sociale di un individuo sulla sua capacità di riconoscere i nomi presenti nella lista come persone incontrate.

Questo metodo condusse a una stima della rete sociale maturata durante la vita che va da 300 fino a 3000 persone.

I dati relativi ai tre sottogruppi sono stati elaborati monitorando per 30 giorni l’attività di un campione casuale di utenti.

Le attività monitorate fanno riferimento ai tipi di comunicazione che Facebook mette a disposizione dell’utente per mantenersi in contatto con gli appartenenti della sua rete sociale personale.

Il primo sottogruppo fa riferimento alle relazioni mantenute in maniera passiva con l’uso di strumenti quali il News Feed o gli RSS readers.

La ricerca include questi strumenti tecnologici nella gestione della relazione perché, a detta di Marlow, il consumo di contenuti fruibili con questi mezzi può tramutarsi in altre forme di comunicazione.

Ad esempio, se la ex compagna di classe alle scuole superiori pubblica su Facebook una foto del suo nuovo cagnolino, si può cliccare sulla notizia, dare un’occhiata a molte altre foto e scoprire tra l’altro che si è fidanzata, o ha avuto un bambino, e ciò potrebbe indurre a mettersi in contatto con lei.

Nel misurare la dimensione di questo sottogruppo, i ricercatori si sono limitati a registrare il numero di amici che un utente ha visitato con una certa ripetizione, più di due volte nell’arco dei trenta giorni della ricerca, cliccando sul News Feed o visualizzando il profilo.

Il secondo sottogruppo viene costruito attorno all’uso di tecnologie di comunicazione a “senso unico” (one-way communication) come lo sono i commenti alle foto, ai messaggi di status o post sul wall di un amico.

Il terzo sottogruppo viene costruito attorno all’uso di tecnologie basate su una comunicazione reciproca, o su uno scambio attivo di informazioni tra due persone: chat o scambio di messaggi tramite posta elettronica.

La tendenza generale degli utenti, indistintamente considerati sul piano sessuale, dimostra che la gente su Facebook usa le varie forme di comunicazione manifestando un impegno diverso a seconda del tipo di tecnologia.

Rapportato alla propria lista di amici, gli utenti si mantengono informati (cliccando sul News Feed o sull’RSS, oppure visitando il profilo) con un numero meno cospicuo di amici.

Il numero scende ulteriormente quando si tratta di usare una tecnologia a “senso unico” (commenti a foto o a messaggi di status, o post sul wall), fino a ridursi ulteriormente con l’uso di una comunicazione reciproca (chat e scambio di e-mail).

I dati in base al tipo di sesso dell’utente dimostrano una diversa propensione dei due sessi nell’uso di queste tecnologie: le donne sarebbero mediamente più attive degli uomini nel loro uso.

Quando gli utenti, maschi e femmine, hanno una lista di 500 amici, le donne in media si tengono informate per mezzo di RSS, News Feed e visite al profilo di 47 componenti della loro rete sociale; gli uomini, d’altro canto, utilizzano questa tecnologia per mantenersi informati in media su 39 dei loro 500 amici su Facebook.

Le donne utilizzano la comunicazione a “senso unico” con in media 26 dei loro amici; gli uomini con 17.

L’uso della tecnologia reciproca (chat e scambio di messaggi tramite e-mail) è ancora più ridotto: rispetto ai 500 amici le donne s’intrattengono tramite questo tipo di comunicazione con 16 amici, gli uomini con 10.

Gli utenti con una lista composta da 150 amici costruiscono attorno a sé un sottoinsieme di rapporti tramite Facebook che per le donne è in media di 22 su 150 per le relazioni mantenute, 19 per gli uomini; le donne inviano le comunicazioni a “senso unico” a 11 dei loro 150 amici, gli uomini a 7; 7 su 150 sono in media le comunicazioni reciproche con gli amici per le donne, 5 per gli uomini.

Ti consiglio questi libri su Facebook

Fonte Wikipedia

Definizione di social media

Social media, in italiano media sociali, è un termine generico che indica tecnologie e pratiche online che le persone adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio.

I professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein hanno definito i media sociali come un gruppo di applicazioni Internet basate sui presupposti ideologici e tecnologici del Web 2.0 che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti.

I social media rappresentano fondamentalmente un cambiamento nel modo in cui la gente apprende, legge e condivide informazioni e contenuti.

In essi si verifica una fusione tra sociologia e tecnologia che trasforma il monologo (da uno a molti) in dialogo (da molti a molti) e ha luogo una democratizzazione dell’informazione che trasforma le persone da fruitori di contenuti ad editori.

Sono diventati molto popolari perché permettono alle persone di utilizzare il web per stabilire relazioni di tipo personale o lavorativo.

I social media vengono definiti anche user-generated content(UGC) o consumer-generated media (CGM).

Differenze rispetto ai media industriali

I social media sono diversi dai media industriali come giornali, televisione e cinema.

Mentre i social media sono strumenti relativamente a basso costo che permettono a chiunque (anche soggetti privati) di pubblicare ed avere accesso alle informazioni, i media tradizionali richiedono cospicui investimenti finanziari per pubblicare informazioni.

Tra le voci di spesa dei media industriali possiamo annoverare ad esempio la pressa tipografica o le autorizzazioni statali.

I media industriali sono comunemente definiti “tradizionali”, “broadcasting”, o “mass media”.

Una caratteristica che accomuna social media e media industriali è la capacità di ottenere un’audience sia vasta che ridotta; sia il post di un blog che una trasmissione televisiva possono raggiungere milioni di persone oppure nessuno.

I parametri che aiutano a descrivere le differenze tra i due tipi di media variano a seconda del tipo di analisi.

Alcuni di questi parametri sono:

bacino d’utenza: sia i social media che i media industriali offrono a ciascuno l’opportunità di ottenere un’audience globale.

accessibilità: i mezzi di produzione dei media industriali sono generalmente di proprietà privata o statale; gli strumenti dei social media sono disponibili da ciascuno a un costo contenuto o gratuitamente.

fruibilità: la produzione di mezzi industriali richiede in genere formazione e competenze specialistiche; i social media invece no, o in qualche caso reinventano le competenze, cosicché ciascuno può gestire i mezzi di produzione.

velocità: il tempo che intercorre tra le informazioni prodotte dai media industriali può essere lungo (giorni, settimane o anche mesi) in confronto al tempo impiegato dai social media (che hanno la possibilità tecnica di reagire istantaneamente, solo la mancanza di reattività dei partecipanti può comportare ritardi).

Poiché ormai anche i media industriali si avvalgono degli strumenti dei social media, questo potrebbe non essere più un tratto distintivo.

permanenza: una volta creati, i mezzi industriali non possono essere più modificati (una volta stampato e distribuito, l’articolo di una rivista non può più ricevere modifiche), mentre i social media possono essere cambiati quasi istantaneamente mediante commenti e modifiche.

Un’ulteriore distinzione riguarda la responsabilità.

I media industriali sono tenuti a rendere conto alla società della qualità dei contenuti e dei risultati delle loro attività in termini di interesse pubblico, responsabilità sociale ed indipendenza editoriale.

I social media non hanno altrettante responsabilità in merito alle loro attività editoriali.

Da un lato i social media possono sembrare abbastanza liberi da conflitti di interessi, ma d’altro canto il loro valore economico può essere minacciato da fenomeni in ascesa come Public Relations 2.0, network pubblicitari e pubblicità conto terzi.

La comunità dei media è un ibrido interessante.

Anche se community-owned, ossia posseduti dalla comunità, alcuni media si avvalgono di professionisti, ed altri di dilettanti.

Essi utilizzano sia l’ambito dei social media che quello dei mezzi tradizionali.

Nel 2006, Yochai Benkler ha analizzato molte di queste differenze e le loro implicazioni in termini di libertà economica e politica.

Benkler, come molti accademici, usa il neologismo network economy o “network information economy” per descrivere le più rilevanti caratteristiche economiche, tecnologiche e sociali di quelli che chiamiamo “social media”.

Divulgazione delle informazioni e interazione umana

I social media dipendono principalmente dalle interazioni tra persone, come la discussione e il dialogo volti a costruire una sorta di sentimento condiviso attraverso l’utilizzo della tecnologia come canale.

I servizi offerti dai social media stimolano l’uso dell’intelligenza sia induttiva che deduttiva da parte delle persone.

Reclami e denunce si prestano a rapide generalizzazioni a causa delle modalità con le quali le affermazioni diffuse possono essere postate e visualizzate da tutti.

La velocità di comunicazione, l’ampia diffusione e l’incisività, e la possibilità di vedere come le parole costruiscano un caso, sollecitano l’uso della retorica.

Il metodo della persuasione viene utilizzato frequentemente come mezzo per convalidare o autenticare le affermazioni e le parole delle persone: la retorica è quindi parte importante del linguaggio dei social.

Per alcuni aspetti, i social media non hanno limiti: non c’è un numero fisso di pagine o di ore.

I lettori possono partecipare lasciando commenti, messaggi istantanei o anche pubblicando articoli per conto proprio.

Nei social media si è registrata una generale resistenza agli interventi di marketing.

Più rilevante si è quindi rivelato il concetto di social authority, relativo alla capacità – costruita attraverso interventi continui, utili, competenti e genuini – di influenzare le opinioni in specifiche aree di interesse.

Descrizione

I social media possono assumere differenti forme, inclusi Forum Internet, message board, Blog, wikis, podcast, immagini e video.

Le tecnologie includono blogs, condivisione di immagini,videoblogs, wall-postings, email, instant messaging, music-sharing, crowdsourcing e voice over IP, per citarne solo una lista parziale. Esempi di applicazione del concetto di social media sono:

  • deviantArt (art sharing),
  • Digrii (social networking),
  • Facebook (social networking),
  • Flickr (photo sharing),
  • Google Groups (reference, social networking),
  • Last.fm (personal music), YouTube (social networking e video sharing),
  • MySpace (social networking),
  • Nuto (social networking per i medici italiani),
  • Pheed (ogni forma di contenuto digitale, tra cui testi, foto, clip audio, note vocali, video e trasmissioni in diretta)
  • Second Life (realtà virtuale),
  • sevenload (condivisione video e foto, social networking e Web-TV),
  • Twitter (social networking e microblogging)
  • Wikipedia (reference),
  • Social Play (Condivisione di notizie sociali, blogging, lettura sociale)
    • altri siti microblogs sono Jaiku
    • Pownce.

Molti di questi servizi possono essere integrati tramite piattaforme come Mybloglog, una società di Yahoo, e Plaxo.

Esempi di social media

Citiamo qui allora alcuni esempi fortemente significativi proposti da Don Tapscott nel suo testo Wikinomics.

Tapscott parla di Wikinomics come nuova economia della collaborazione e della co-creazione di massa dei contenuti.

In questo senso la definizione di Wikinomics è ampiamente assimilabile a quella di un sistema economico caratterizzato dall’utilizzo dei Social da parte di aziende, organizzazioni e consumatori grazie all’impiego di strutture organizzative e tecnologie dedicate a sistemi di collaborazione di massa e di co-creazione dei contenuti.

La definizione stessa di Social Media è a volte sfuggente, ed a volte considerata più vicina al gergo di marketing che a solide teorie economiche

Per questa ragione può essere difficile trovare esempi concreti, specie per quanto riguarda il mondo delle aziende e delle organizzazioni.

Linux, il sistema operativo nato e sviluppatosi grazie alla collaborazione volontaria di migliaia di sviluppatori nel mondo.

La stessa Wikipedia, enciclopedia alimentata costantemente dal flusso di conoscenza e dal lavoro dei suoi collaboratori volontari.

Goldcorp: azienda del settore minerario che nel 2000 ha lanciato la Goldcorp Challenge destinata alla ricerca (e allo sfruttamento) di nuove aree obiettivo da esplorare per la ricerca di filoni auriferi.

Anche in Italia esempi di Social – nell’accezione di Impresa collaborativa – non mancano, sia di generazione nativa in Italia, sia create come filiali o divisioni di aziende già esistenti in altri contesti.

Fonte: Wikipedia