Analisi delle attività volte a promuovere valori e soddisfare i desideri e i bisogni delle persone e dei mercati.

Lo scorso Novembre Facebook ha comunicato che ci sarebbe stato un nuovo limite di Ads attivi che una Pagina aziendale avrebbe potuto pubblicare.

A quasi un anno di distanza, Facebook distingue quattro categorie di inserzionisti e specifica per ognuna il limite di Ads attivi contemporaneamente.

Facebook sostiene che questo intervento serva a massimizzare il rendimento degli annunci pubblicitari.

Quando un inserzionista pubblica più annunci in una sola volta, ogni annuncio viene pubblicato meno spesso. Questo significa che meno annunci escono dalla fase di apprendimento, e più budget.
Un budget è una stima delle entrate e delle spese in un determinato periodo di tempo futuro, e viene solitamente compilato e rivalutato periodicamente.
I… viene speso prima che il sistema di pubblicazione possa ottimizzarne le performance“.

L’intervento sulla piattaforma, quindi, più che a limitare le strategie di Advertising (ADV) è volto a migliorare le prestazioni delle inserzioni.

Abbiamo scoperto che quattro annunci in esecuzione su dieci non riescono ad uscire dalla fase di apprendimentoe molti di questi annunci provengono da inserzionisti che pubblicano troppi annunci contemporaneamente. Per questo motivo, stiamo implementando un limite di annunci che ogni Pagina può pubblicare in una volta“.

Facebook Ads, limite di ads attivi per gli inserzionisti

Le nuove limitazioni sugli annunci potrebbero diventare effettivi a partire dai primi mesi del 2021.

I limiti vanno dai 250 ai 20000 annunci per Pagina, in base alla spesa mensile sostenuta dall’inserzionista nei 12 mesi precedenti.

ads-Facebook-limite

La tabella fornita direttamente da Facebook risulta essere abbastanza chiara per gli inserzionisti e per coloro che si occupano di Social Media Marketing.

Le nuove limitazioni dovrebbero entrare in vigore nel Febbraio 2021, quindi c’è ancora tempo per studiare e ottimizzare la strategia di advertising sulle vostre Pagine.

Quando i nuovi limiti saranno ufficiali, la piattaforma vi avviserà attraverso la sezione “Gestione inserzioni“.

Sappiamo che la scelta della piattaforma di limitare la spesa sembra un azzardo, ma è chiaro che è fatta per incrementare gli investimenti anziché ridurli.

Infatti, molto probabilmente, se fino ad oggi hai ottenuto buoni risultati con le inserzioni di Facebook, continuerai a farlo, magari in maniera più corposa.


La stagione delle festività natalizie, è il periodo più bello dell’anno, ma per coloro che si occupano di retail è certamente quello più intenso.

I negozi e i siti web vengono presi letteralmente d’assalto durante tutto novembre e dicembre, e le vendite possono arrivare fino al 30% di tutte vendite annuali.

Inoltre durante il periodo del Black Friday, gli store online vedono un traffico tre volte superiore a quello che rilevano solitamente.

Durante il Black Friday infatti, un classico sito di e-commerce può subire picchi di traffico in pochissimi minuti, impossibili da quantificare prima dell’evento stesso.

Un dato che quest’anno è destinato a crescere ulteriormente, visto il particolare periodo legato alla pandemia di Covid-19.

Per arrivare preparati a questo incremento, i rivenditori devono avvalersi di valide infrastrutture che consentano di affrontare questa occasione nel migliore dei modi.

Tutto questo è reso possibile dai servizi cloud.

La strategia per non perdere vendite

Va detto che i servizi cloud based portano un forte vantaggio in qualsiasi momento dell’anno, dato che tutte le aziende che possono subire improvvisi ed estremi picchi di attività.

I retailer più strutturati e lungimiranti stanno già utilizzando il cloud server per gestire la corsa allo shopping natalizio e non solo.

online-business

I vantaggi di un cloud server

Per ridurre i costi di hosting dell’infrastruttura molti si affidano alle soluzioni cloud per aggiungere dinamicamente più risorse di calcolo e di archiviazione man mano che il traffico del sito sale, per poi ridimensionarsi automaticamente quando la domanda diminuisce.

Il traffico mobile

Un altro aspetto da non sottovalutare, inoltre, è legato al traffico mobile.

Gli utenti abbandonano (oltre il 50%) i siti quando questi richiedono più di tre secondi per essere caricati.

Per ridurre la latenza sui loro siti mobili e sulle app durante le festività, i rivenditori utilizzeranno soluzioni cloud che forniscono contenuti in tutti i punti di presenza distribuiti a livello globale.

Ma non si tratta solo delle vendite online.

Code e tempi d’attesa nei negozi

La tecnologia cloud, infatti, contribuisce ad abbreviare i tempi di attesa e le lunghe code anche per gli acquirenti in-store.

Ora che molti rivenditori hanno adottato soluzioni basate sul cloud che consentono agli addetti alle vendite di effettuare pagamenti con carta di credito in qualsiasi punto del negozio.

Quali sono le caratteristiche del cloud server ideale

Volendole riassumere in pochi punti, le caratteristiche del cloud ideale per le campagne di marketing e la reazione ottimale ai picchi di traffico, quindi, dovrebbero essere:

  • avere una scalabilità immediata che non comporta variazioni di nessun genere: in cui basti, insomma, adeguare le risorse con upgrade verticali (dove non devo
    aggiungere altre virtual machine ma posso scalare quelle delle macchine che già compongono l’architettura web).
  • Una buona ottimizzazione /tuning dell’infrastruttura.
  • Un supporto tecnico disponibile in modo immediato.
  • La possibilità di fruire di un servizio di presidio operativo per cui al momento della campagna, una persona dello staff del provider si occuperà di monitorare la coerenza delle prestazioni e del TTFB /tempo di caricamento delle pagine e interverrà con upgrade immediati o soluzioni laddove si noti una riduzione dei tempi di risposta dei server durante il click time.

Google Trends è da sempre considerato il punto di riferimento per tutti coloro che sono alla ricerca di una soluzione efficace per capire come i contenuti online prodotti potrebbero diffondersi su internet.

Questo è reso possibile attraverso il monitoraggio delle ricerche che questo potente strumento di Google permette.

Google Trends consente di seguire nel tempo le richieste di chi effettua ricerche per una determinata query e, in alcuni casi, rende addirittura possibile prevedere cosa faranno le persone a distanza di mesi.

Questo strumento consente di prevedere il potenziale interesse del pubblico nei confronti di un determinato contenuto.

Cos’è Google Trends

È uno strumento gratuito per analizzare e scoprire le tendenze di ricerca su Google.

Oltre a poter effettuare una singola ricerca, è possibile confrontare più query in una volta, individuando altre informazioni utili che possono riguardare:

  • Località regionale
  • Città
  • Query correlate
  • Ricerche emergenti
Google Trends homepage

Perché è utile usare Google Trends

Google Trends è molto utile per tutti coloro che si occupano di web marketing e in particolare di SEO (Search Engine Optimization, ottimizzazione per i motori di ricerca): rappresenta un insieme di strategie per posizionare contenuti e pagine web nei risultati organici dei motori di ricerca (Google e altri).

Chiaramente, un largo uso viene fatto dai blogger e da chi vuole creare buoni contenuti per arricchire il piano editoriale di progetti personali e aziendali.

Ma perché è utile, anzi praticamente indispensabile, usare Google Trends all’interno del flusso di lavoro? Qui sono elencati alcuni validi motivi:

  • Trovare nuovi argomenti per un sito web informativo.
  • Capire se vale la pena o meno creare una pagina su un determinato argomento.
  • Individuare temi ridondanti, evitando duplicati che possano penalizzarne il posizionamento.
  • Riuscire a scoprire delle keyword strategiche ed efficaci per particolari settori.

Come si usa Google Trends

Nella pagina iniziale si possono trovare questi dati:

  • Ricerche di esempio.
  • Tendenze nazionali.
  • Tendenze internazionali.
  • Query in crescita.

Cercare un singolo argomento

Il modo più semplice per sfruttare Google Trends è quello di digitare il tema che interessa analizzare e gestire l’intervallo di tempo in modo da scoprirne i cambiamenti.

Per avere risultati più precisi è possibile regolare le varie opzioni a disposizione: geografiaargomento in questione, fonte.

Google Trends ricerca per città

Argomenti Correlati

Questa sezione indica che gli utenti che hanno cercato il termine indicato nel box di ricerca, hanno mostrato interesse anche per questi temi.

Query associate

Le persone che hanno cercato il tuo termine digitano anche le query indicate nel box di ricerca.

Può sembrare simile al precedente, in realtà è un ingrandimento molto preciso rispetto alle esigenze di ricerca di parole chiave.

Ogni grafico di Google Trends può essere scaricato e condiviso su Facebook, Twitter, LinkedIn.

Confrontare più argomenti

Google Trends permette di confrontare due attività di ricerca, inserendo più parole chiave nei box dedicati.

Ci sono linee differenti disegnate sul grafico che suggeriscono un interesse diverso. È possibile aggiungere massimo 5 termini.

Google, nel momento in cui digiti determinate parole chiave, suggerisce il macro-tema a cui appartengono.

Alternative a Google Trends

La maggior parte dei SEO tool produce delle tendenze di ricerca grazie ai dati che si estrapolano proprio da questa utility gratuita e aperta a tutti.

Categorie Retail

Cerchi alternative a Google Trends senza uscire dalle grazie di Mountain View?

È molto utile guardare Categorie Retail in crescita. Per quale motivo?

Questo tool è perfetto per intercettare topic sotto i riflettori del mercato perché qui trovi i settori commerciali in risalita rispetto a un determinato periodo analizzato.

Rispetto a Google Trends lavora solo sui settori commerciali però è regolato in base al paese e al settore utile.

Ci sono tanti SEO tool (Semrush, Seozoom) che forniscono dati approfonditi rispetto al search intent, al volume di ricerca e alla capacità di monetizzare delle singole query.

Ma solo questo strumento riesce a fornire grafici, numeri e informazioni in grado di far capire cosa succede intorno a determinate ricerche, creando i presupposti per prendere una decisione editoriale strategica in termini di content marketing.

Una domanda che si pone spesso chi si occupa di comunicazione e marketing è: in quale periodo dell’anno, in che giorno della settimana e a che ora l’invio di una email può garantire un miglior risultato, avendo maggior impatto sul destinatario?

Newsletter o DEM: qual è lo strumento più efficace?

Quali sono gli strumenti più efficaci tra newsletter e DEM? Il tipo di destinatario è rilevante? E il settore in cui opera può incidere sul tasso di apertura?

Queste sono tutte domande estremamente importanti per poter compiere azioni di Email Marketing in modo efficace e raggiungere il proprio target con il miglior tempismo.

Stagionalità: I messaggi inviati durante l’anno

In generale

L’attività di invio delle aziende risulta minore durante i primi mesi dell’anno, mentre risulta essere nettamente più consistente durante ultimi mesi: oltre il 9% del totale degli invii avviene mensilmente, nei mesi compresi tra settembre e dicembre (inclusi), con al primo posto il mese di ottobre (10,79%).

Agosto è un caso particolare, segna un picco negativo tra i mesi luglio e settembre con un 6,3%, in linea però con i mesi di gennaio e febbraio.

Tasso di Apertura di newsletter e DEM

Il tasso di apertura procede invece in maniera inversa a quella degli invii: le aperture presentano un calo durante gli ultimi mesi dell’anno, in coincidenza dell’aumento dei volumi di invio rilevato precedentemente.

Le aperture risultano maggiori dove il volume di invio è minore: Nel mese di gennaio – dove registravamo il minor numero di email inviate nei 12 mesi – si può avere il tasso di apertura maggiore (31,8%).

In agosto, i volumi di invio ridotti corrispondono a un tasso di aperture inferiore alla media (23,7%).

Le differenze di audience

Prendendo in considerazione le audience B2B, B2C e Misto, si può notare che i volumi risultano distribuiti in maniera molto simile.

La differenza più marcata si identifica nel mese di agosto, dove è possibile notare una pronunciata differenziazione tra le diverse audience: 4,6% nel B2B, 5,8% nel settore misto e 7,1% nel B2C.

Per quanto riguarda l’andamento nei vari mesi, le tre audience considerate hanno un comportamento simile: le performance migliori si hanno tra gennaio e febbraio, mentre quelle peggiori in agosto.

Quando inviare newsletter e DEM: giorno della settimana e orario

In generale

Considerati tutti gli invii complessivamente, si evince che l’attività è più intensa la mattina, per poi calare fino alle 13.00 e rimanere stabile fino alle ore 19.00.

Guardando gli invii durante tutta la settimana, si nota una maggior concentrazione nei giorni feriali, con un sensibile calo durante il weekend.

In base all’audience

Nel settore B2B, si rilevano volumi maggiori dal lunedì al venerdì, a discapito del fine settimana.

Il canale con i maggiori volumi di invio durante il weekend è il B2C (50% il sabato e 55% la domenica), mentre il misto domina i giorni della settimana, catalizzando circa il 50% dei messaggi inviati.

Il B2B, dal lunedì al venerdì, presenta tempi di apertura molto contenuti mentre le altre audience presentano tempi di apertura più dilatati. Il venerdì il canale B2B amplia in maniera vistosa i tempi di apertura attorno alle 17, mentre nel weekend ottiene tempi di apertura molto ampi.

Nel weekend è il B2C ad avere performance migliori, con tempi leggermente più bassi delle altre due audience.

L’invio di Newsletter è più intenso la mattina per poi decrescere e risalire nel tardo pomeriggio; le DEM presentano un solo picco, nelle ore del mattino all’interno della settimana lavorativa mentre nel weekend i loro volumi decrescono più velocemente. Il misto presenta un andamento piuttosto simile a quello delle DEM.

Newsletter e DEM presentano tempi di apertura abbastanza simili, senza particolari differenze tra i giorni della settimana. Il weekend presenta tempi globalmente più lunghi.

La piattaforma TikTok, fondata per consentire la creazione di video spesso brevi e a sfondo musicale, ha appena lanciato TikTok For Business, il marchio che identifica la piattaforma completa che sarà l’hub centrale per tutte le soluzioni di marketing attuali e future per i brand che utilizzeranno la piattaforma.

“Le soluzioni di TikTok For Business sono pensate per offrire ai brand e alle loro direzioni marketing gli strumenti per creare storytelling creativi, in grado di ingaggiare la community di TikTok con il loro messaggio”

Come avere successo su Tik Tok

Negli ultimi anni, i brand che sono stati capaci di entrare e permanere con più successo su TikTok ci sono riusciti grazie alla capacità di coinvolgere gli utenti nei modi più creativi, attraverso emozioni in grado di generare una connessione che si protraesse nel tempo, azioni e suoni in grado di unire, fidelizzare e rafforzare l’opinione dell’utente nei confronti del brand.

Oggi con TikTok For Business chi si occupa di marketing avrà a disposizione strumenti nuovi e potenti per far scoprire e connettere i brand gestiti con le community esistenti, o di farne nascere di nuove.

Gli obiettivi che si potranno raggiungere con TikTok For Business

Per il marketing TikTok è una piattaforma con un enorme potenziale di crescita, potenziale che deve assolutamente essere valorizzato, che offre sia agli utenti sia ai brand i giusti strumenti per raccontare, nel modo più vicino a quello desiderato, la storia che sentono il bisogno di raccontare.

Con TikTok, il marketing è anche invogliato a sfruttare il potente veicolo che i dispositivi mobili mettono a disposizione, a cominciare dai suoni.

Quali opportunità offre Tik Tok per i brand?

Le opportunità di utilizzarli sono numerose: musica, effetti sonori, playback, reazioni e altre. La fantasia è l’unico limite.

TikTok è una piattaforma aperta, dove chiunque o qualunque brand può farsi scoprire.

Quanti contenuti si trovano su Tik Tok

Su TikTok, ogni giorno si trovano nuovi contenuti e si possono scoprire cose nuove, in base ai propri interessi o al tipo di persona o personaggio che si sceglie di seguire.

Il più recente effetto di realtà aumentata per i brand, Branded Scan, è un nuovo prodotto che consente agli utenti di vivere un’esperienza di realtà aumentata con qualsiasi brand.

Per i brand, questo apre una finestra di opportunità interamente nuova di creare contenuti che parlano alle persone, invitando la community a unirsi alla conversazione e “a creare un nuovo TikTok”.

Perché nasce Tik Tok For Business

Con il lancio di TikTok For Business, l’azienda vuole coniugare la creatività e la positività della community con soluzioni pensate per le aziende in modo che crescano insieme.

Dove trovare informazioni utili

Sulla piattaforma è oggi possibile trovare e conoscere soluzioni, strumenti di misurazione e metriche, post di ispirazione, risorse e notizie utili per i brand.

Mark Zuckerberg nel 2020 sceglie puntare sul commercio elettronico offrendo agli utenti della sua famosa piattaforma social i Facebook Shops.

Questo servizio si pone in diretta concorrenza con altri grandi nomi del settore e-commerce, come Amazon, eBay e Alibaba, i quali offrono da anni la loro piattaforma ad altri rivenditori.

Per farlo nel modo migliore Facebook si allea con Shopify. L’azienda canadese, con oltre un milione di clienti in 175 Paesi e che ha generato vendite per 155 miliardi di dollari, è proprietaria di un sistema online per negozi.

Facebook Shops è una vetrina online per tutti coloro i quali ancora non possiedono un sito o uno spazio dedicato alla vendita di prodotti o servizi. È l’opportunità di avviare un e-commerce per tutti coloro si sono resi conto solo ora di averne bisogno.

Facebook Shops è anche qualcosa in più, rappresenta la risposta rapida di Facebook ai rapidi cambiamenti di mercato che stiamo affrontando in questo particolare periodo storico.

Facebook Shops non è solamente un editor per creare una vetrina di prodotti: si differenzia da eBay, da Amazon, da Shopify e dagli altri.

Sul social network sono presenti molte community e ci sono milioni di utenti, sono disponibili strumenti per condividere in modo semplice i contenuti e con un minimo di impegno si può costruire una presenza online utile, efficace e proficua.

Come funziona Facebook Shops

I Facebook Shops sono pensati per aiutare le aziende a realizzare un negozio online unico, al quale i clienti possano accedere sia attraverso Facebook sia da Instagram.

Va ricordato che la creazione di un Facebook Shop è sempre gratuita.

Le aziende hanno la possibilità di scegliere i prodotti da inserire all’intero del catalogo, personalizzando il negozio sia attraverso un’immagine di copertina, sia con colori che rimandano al brand.

Nel caso in cui il cliente avesse bisogno di “chiedere aiuto a un commesso”, per ottenere supporto nei Facebook Shops si potrà contattare direttamente l’azienda attraverso i canali WhatsApp, Messenger o Instagram Direct per porre domande, controllare le consegne e molto altro.

Un’opzione che sarà sviluppata e introdotta in futuro sarà la possibilità di visionare lo shop di un’azienda e fare acquisti direttamente all’interno di una chat di WhatsApp, Messenger o Instagram Direct.

Instagram Shop

Instagram Shop è una delle prime novità che sarà attivata negli USA entro l’estate. In breve tempo diventerà un riferimento per gli acquisti su Instagram.

Da anni le persone usano i video live sulle nostre app per mostrare prodotti, dai negozi di scarpe che annunciano le nuove sneaker, alle beauty influencer che provano un nuovo rossetto. Oggi stiamo rendendo ancora più semplice acquistare i prodotti in tempo reale. Imprenditori, brand e creator potranno infatti taggare i prodotti del loro Facebook Shop o catalogo prima di andare in diretta e questi verranno mostrati in fondo al video, in modo che le persone possano facilmente cliccare per saperne di più e acquistarli. Stiamo iniziando a testare queste funzionalità con alcune aziende su Facebook e Instagram, e nei prossimi mesi le lanceremo in modo più esteso.

Il 2020, sarà l’anno durante il quale l’Influencer Marketing sarà ancora tra i principali protagonisti nel mondo della comunicazione digitale. Il 46% di noi si lascia guidare dal parere degli influencer online.

Il percorso evolutivo degli UGC (user-generated content ) sta trasformando gli utenti in veri e propri organic influencer per i vari brand.

I contenuti di un Organic Infuencer e le sue caratteristiche

  1. I post degli influencer tradizionali hanno un tasso medio di coinvolgimento minore rispetto a quelli degli utenti (ma motivato da un numero superiore di impression).
  2. Gli organic influencer sono persone reali che condividono un contenuto spontaneo sul loro profilo social, dopo aver acquistato un prodotto o un servizio.
  3. Originalità e autenticità sono gli ingredienti necessari per sviluppare una community.

La maggior parte delle aziende che utilizzano Influencer Marketing all’interno della loro strategia di comunicazione vede un aumento del ROI di circa sette volte.
Rispetto al decennio appena concluso si possono vedere delle notevoli differenze, dovute principalmente al cambio del target di riferimento della maggior parte dei grandi brand, dovuto al passaggio dai millennial alla generazione Z.

I contenuti fake e la generazione Z

La mancanza di fiducia da parte del consumatore, come sottolinea il Report 2019 “Consumer & Marketer Perspectives on Content in the Digital Age” prodotto da Stackla, sembra essere sempre più un enorme problema all’interno della mole di contenuti pubblicati quotidianamente dalle persone.

Il 90% dei consumatori dichiara che l’autenticità è il principale fattore sul quale basare le proprie scelte di consumo.

Per gli utenti gli UGC sono contenuti più autentici rispetto ai contenuti prodotti dagli Influencer, mentre i marketer pensano esattamente il contrario, nonostante il 79% degli intervistati dichiari che gli UGC abbiano il potere di influenzare le loro decisioni di acquisto.

Solo il 13% invece ammette di lasciarsi influenzare dai Branded Content.  

Inoltre, la rapida saturazione del mercato degli influencer non ha aiutato in questo senso, in quanto sono cresciuti esponenzialmente gli influencer wannabe che hanno ingannato gli utenti con l’acquisizione di fake follower e collaborazioni poco chiare con i brand. 

Non è un caso quindi che gli influencer con un numero maggiore di follower abbiano un minore tasso medio di coinvolgimento, come risulta dal report “The State of Influencer Marketing 2019” dell’Influencer Marketing Hub.

Al contrario invece, risulta che i post reali dei consumatori raccolgano un maggior numero di interazioni, in quanto percepiti come più autentici. 

Dall’analisi di questi dati possiamo dedurre non solo che il mercato degli Influencer si stia spostando maggiormente verso i micro e nano-influencer, ma addirittura che sia nata una nuova categoria, ovvero quella degli influencer organici.

Chi sono gli organic influencer

Gli organic influencer sono persone reali che, dopo aver acquistato prodotti e/o servizi da un brand, condividono un contenuto spontaneo sui loro profili social. Non c’è un numero minimo di follower dal quale partire, in questo caso quello che conta è la passione, l’autenticità e ovviamente il livello di engagement prodotto. Spesso si tratta di contenuti prodotti dalle stesse celebrities, ma senza alcun tipo di accordo con il brand.

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di semplici user generated content, assolutamente non una novità sui social, in particolare su Instagram.

E se si trattasse di una evoluzione del concetto di UGC? Non più un banale contenuto pubblicato da un utente ma un vero e proprio strumento in mano al brand per aumentare la sua credibilità, capace di influenzare la community senza la necessità di investire in campagne di Influencer Marketing.

Con gli influencer organici infatti il contenuto non è più pagato dal brand ma in un certo senso è “guadagnato”, perché creato spontaneamente dall’utente contento del prodotto e/o servizio.

Per fare maggiore chiarezza, possiamo dare alcune definizioni utili:

  • macro-influencer: si tratta in genere di celebrità o utenti social molto popolari che hanno decine di migliaia, a volte milioni di follower. A causa della loro forte domanda e dei prezzi di mercato, i brand più piccoli di solito non riescono a lavorare con loro. I macro-influencer sono tenuti a informare i follower delle partnership (attraverso hashtag specifici), poiché quei post sono a tutti gli effetti delle forme di pubblicità dalle quali percepiscono reddito.
  • Micro-influencer: si tratta di “persone normali” con una media di 10.000 follower o meno. Sono la scelta preferita per i marchi nei mercati di nicchia, dove l’influenza spesso dipende dalla qualità piuttosto che dalla quantità delle interazioni.
  • Brand advocate (sostenitori del marchio): sono persone nella community online che adorano il brand; non sono necessariamente influenti. Condividono i contenuti del marchio, interagiscono spesso con le pagine aziendali e condividono recensioni dei prodotti senza essere motivati ​​dal denaro o da qualsiasi altro tipo di compenso. La loro motivazione principale è essere in grado di interagire regolarmente con il brand.
  • Influencer organici: sono in un certo senso il risultato della trasformazione degli influencer in sostenitori del marchio. Sono la scelta perfetta per i brand con risorse limitate in quanto questi influencer promuovono il brand e i prodotti semplicemente perché hanno un ottimo rapporto con loro.

Come integrare gli organic influencer nella propria strategia?

Il marketing degli influencer organici, quindi, si verifica quando gli influencer di qualsiasi dimensione menzionano o promuovono un marchio senza un contratto di campagna a pagamento. Spesso, questi influencer sono già fan di un determinato marchio o provano un nuovo marchio e condividono questa esperienza con i loro follower senza essere stati in contatto con il marchio prima.

Il marketing degli organic influencer sembra molto più affidabile per i follower perché sono più simili a un passaparola di un esperto fidato.

Ovviamente non tutti questi contenuti spontanei sono allineati all’immagine del brand, per questo potrebbe sorgere la necessità di indirizzare in qualche modo gli utenti e gli influencer. Ad esempio, chiedendogli di pubblicare contenuti focalizzati su uno specifico tema in occasione del lancio di una campagna stagionale o di un nuovo prodotto.

Sviluppare e alimentare una community appassionata e impegnata a contribuire con contenuti originali e autentici è sicuramente un modo efficace per ottenere nello stesso momento sia quantità che qualità, ma soprattutto aiuta a conquistare la fiducia dei target più difficili, come può essere la generazione Z. 

In un mondo in cui le tecnologie cambiano e si evolvono a una velocità incredibile, chi si occupa di marketing è costretto a sviluppare pratiche sempre migliori e ad aggiornarsi quotidianamente.

Essere pienamente consapevoli dei nuovi trend del digital marketing è essenziale per rimanere al passo e offrire il servizio migliore ai propri clienti.

Quali sono i futuri trend web e social per il 2020?

Social shopping su Instagram e Facebook

Instagram e Facebook da qualche anno offrono la possibilità di sponsorizzare i propri contenuti e di raggiungere il target del tuo business in modo rapido e semplice, rendendo più snello e veloce il processo di vendita.

I Social Media sono diventati il posto ideale per pubblicizzare i propri prodotti venduti online, siano essi prodotti fisici o servizi.

Instagram e Facebook hanno introdotto il tap shopping.

Per spiegare cos’è il tap shopping posiamo fare un esempio concreto.

Quando all’interno di un profilo social vediamo un post con un prodotto che ci piace, toccandolo appare la scheda prodotto con la possibilità di acquistarle dal sito web di riferimento.

I contenuti video e le dirette

Come ci insegnano le Stories di Instagram, WhatsApp e Facebook, i video sono stati un importante strumento di marketing digitale nel 2019 e continueranno ad esserlo per tutto il 2020

I video infatti sono la tipologia di contenuto che ha più engagement con il pubblico. Ti consigliamo quindi di non sottovalutarli e, anzi, di usarli per dare un’immagine precisa del tuo brand.

I chatbot intelligenti

Sebbene non siano ancora così efficienti da sembrare una persona reale, i chatbot basati sull’AI (intelligenza artificiale) offrono una grande opportunità per aumentare le vendite, poiché raccolgono contattiaiutano a dare rispostefanno risparmiare tempo e guidano i clienti alla conversione.

Il Content Marketing e la SEO

Premiati da Google e dalla SEO (cos’è la SEO?), perché forniscono la risposta migliore alle domande degli utenti, i contenuti di alta qualità consentono di mostrare le proprie competenze e autorevolezza.
Consigliamo pertanto di inserire testi utili e descrittivi, che aiuteranno il sito a posizionarsi meglio nei risultati di ricerca, e di mostrare un po’ della brand identity a chi ti legge.

Infine ricordati di utilizzare le pagine FAQ, utili per fornire una risposta alle query sempre più “umane” e contestualizzate di chi utilizza la ricerca vocale.

La realtà aumentata e i contenuti interattivi

Negli ultimi anni la realtà aumentata (che rappresenta il mondo arricchito di elementi virtuali) è diventata molto popolare, grazie ai filtri di Instagram e Snapchat.

Famoso, in ambito marketing, il caso di Ikea, che ha sviluppato l’APP IKEA Place, che consente agli utenti di visualizzare i mobili in catalogo direttamente negli ambienti di casa propria, ancora prima di acquistarli.

Ecco cos’è un’infografica e perché dovresti usarla anche tu.

L’infografica è l’informazione proiettata in forma più grafica e visuale che testuale. Come tecnica è nata dall’incrocio dell’arte arti grafiche con il giornalismo e l’informatica. Le immagini utilizzate, elaborate tramite computer su palette grafiche elettroniche, possono essere 2D o 3D, animate o fisse.

Si tratta di uno strumento molto utile per catturare l’attenzione dell’utente e per focalizzarla sui punti chiave che vogliamo vengano colti molto velocemente.

Esistono vari tipi di infografica:

DATA VISUALIZATION

La Data Visualization è lo studio della rappresentazione visiva dei dati.

Questa è l’infografica con la più alta presenza di numeri e può essere definita come  la vera inforgrafica. Questo tipo di rappresentazioni tende ad essere complesso, visto che spesso si cerca di visualizzare in spazi a volte ristretti un numero molto elevato di informazioni e dati.

INFORMATION DESIGN

Questo gruppo di infografica si basa sulla visualizzazione delle informazioni in modo efficace.
Possono assumere la forma di diagrammi di flusso, diagrammi organizzativi o di timeline.

information design

INFOGRAFICA EDITORIALE

Queste infografiche si sono diffuse anche nel settore commerciale, con molte start-up e grandi aziende che utilizzano i contenuti di tipo grafico per visualizzare la loro posizione di leadership in una particolare area di mercato o per portare maggiore attenzione al loro sito o prodotto.

Infografica editoriale